Pausa

Finalmente le conseguenze dell’ultimo esame sono quasi del tutto passate: il sanguinamento quasi terminato, i dolori ormai sporadici e il gonfiore diminuito notevolmente.

Oggi, mentre Sara era fuori ho trascritto brevemente la traduzione della lettera della genetista, che dovrò poi inviare ai miei genitori e che servirà per bacchettare i medici dell’ospedale di Genova in cui avevano operato mio padre nella seconda metà degli anni ’90: ci serve un campione in paraffina e lo avremo, in un modo o nell’altro, malgrado loro.

Il viaggio è solo all’inizio. La prima persona tramite cui sono passata, la levatrice, da cui tutto è partito, mi disse come prima cosa “Sarà dura, sarà difficile e dovrai essere forte”.

Lo sono e lo sarò.

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2 cosine 2.

Una traduzione portata a termine.  Un report da finire entro domani e poi, ancora, la tesi.
Sostituzioni al lavoro, gatti a cui badare, il trasloco della roba rimasta nella casa del mio ex da fare.
Burocrazia da sbrigare per potermi liberare da questo peso ad ottobre e altra ancora per sperare di iniziare il mio nuovo percorso a luglio, in Inghilterra, dopo che avrò sperabilmente trovato un lavoro.Un dannato e costosissimo esame di inglese da dover sostenere (ma perchè non accettano la mia laurea in traduzione???)
Un lavoro da trovare per le vacanze di Natale, soldi da guadagnare per le prime esigenze dopo il trasferimento in Inghilterra.

Una vincita al Superenalotto in cui dover sperare.
Una nuova vita che mi aspetta.
Ok. Una cosa alla volta.E razionalità.
Così forse riuscirò a evitarmi iperventilazioni inutili.

 

E intanto sempre D., sempre lui.
Tutte si innamorano di D.. Lo so e ormai lo considero quasi inevitabile. E evito di far confronti, per non minare troppo la mia autostima.
Ma io non mollo l’osso.
Farò di tutto per rivederlo, di tutto per dimostrargli che quello che c’è stato, per me, era solo un piccolo, piccolo assaggio. Prima che parta, prima che sia troppo lontano, prima che la memoria venga diluita troppo nel tempo.

Pronta a tutto.
Pronta ad andare dappertutto.

 

Lucky me

Sveglia naturale(il caldo può questo ed altro) alle 6.30.
Pulizie, pappa ai mici, colazione.
Acqua al giardino e ai vasi.
Operativa sulla dannata traduzione da circa un’ora, e sono le 8.30.

Sono una donna da sposare.
Meno male che nessuno se n’è ancora accorto(nè, credo, se ne accorgerà mai).

*Fiuuuuuuuuuu*

Oggi

10 micetti affidati alle mie cure.
Una casa con 30 gradi.
Un ventilatore sparato in faccia.
Una traduzione da ultimare.
Un solo desiderio.

Poter gridare: ” I want you thiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiis much” , con te di fronte, allargando le braccia più che posso.