Sonno, sempre sonno

I giorni passano, e il sonno ha deciso di diventare una ingombrante presenza fissa delle mie giornate. Niente nausee, niente fastidi particolari, tranne dolori all’addome e giramenti di testa saltuari, ma la stanchezza…oooh, la stanchezza!

Sono al lavoro e mi si chiudono gli occhi, torno a casa e non ho voglia di mangiare,vorrei solo dormire. Faccio un pisolino prima di cena e ho già le palpebre che si fanno pesanti appena poso la forchetta…

A proposito…Zzz…

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30

30 giorni dalle ultime mestruazioni.

Dopo le perdite di tre giorni fa più nulla.

Domani mattina farò il secondo test, anche se fino ad ora mi sono limitata ad attendere l’arrivo del ciclo.

Mi sento strana.

Il danno dell’odio

Sono arrivati altri messaggi, questa volta a me. Non li ho ascoltati, ho chiesto a Sara di farlo…ero sul lavoro.

Tremavo dal timore e dalla rabbia…altri insulti altre molestie verbali. Ho bloccato questa persona…Sara ha fatto lo stesso, ma mi sono sentita moto male durante tutto il giorno.

Oggi poi, mentre ero al lavoro sono andata in bagno e…la carta era macchiata di rosa…

Avrei dovuto fare il test di gravidanza domani, ma non ce l’ho fatta…l’ho fatto oggi e il risultato è stato negativo.

Ora attendo che mi arrivi il ciclo per chiamare la dottoressa…si ricomincia.

Non ho versato lacrime. Non posso.

Ma di rabbia, quella sì, ne ho molta, ne ho da vendere…

Minacce

Non ci vogliamo far mancare niente, noi. E oggi sono arrivate anche le minacce.

Da un paio di giorni Sara ha smesso di andare nello studio dove ha lavorato negli ultimi 9 mesi circa.

La proprietaria, una persona che, se da una parte aveva dato fiducia a Sara, dall’altra, ne aveva sfruttato il talento senza darle gli insegnamenti di cui aveva bisogno (né compensi degni di questo nome) prendendo, a mio avviso, più di quanto non le abbia mai dato, oggi, dopo aver visto che Sara aveva accompagnato una nostra amica ad un evento in un altro studio, le ha inviato un messaggio che era un condensato di meschinità, cattiverie e minacce come non ne sentivo da un po’.

Tremavamo entrambe dallo sconcerto.

A questo punto potrei sputare tantissima merda addosso a questa persona. Ne avrei mezzi, ragioni e prove.

Mi sono limitata invece a scrivere un messaggio alla sua fidanzata dicendo ciò che penso e mettendo in chiaro che se anche solo un’altra minaccia dovesse arrivare prenderò provvedimenti, ad augurarmi che riprenda presto ad utilizzare gli psicofarmaci e a sperare che nessun’altro debba passare nel tritacarne che è quella donna 50enne, solo anagraficamente.

Spero che il mio utero non ne abbia risentito, perché ho passato un paio d’ore al limite del surreale.

Ad essere persone oneste sembra che non ci si guadagni mai…

Nausea

Nausea nausea, tanta nausea…maledetto progesterone.

Mi arrotolo nella coperta sul divano e aspetto si calmi…
Domani è venerdì…e poi un paio di giorni di tranquillità, in cui non dover tenere duro per forza.

Dal primo gennaio io e i miei colleghi avremmo dovuto iniziare a lavorare da casa, ma problemi tecnici da una parte e poca sollecitudine nel richiedere una risoluzione da chi di dovere e noi ci troviamo ancora qui, in attesa.
Mi mancherà vedere tutti i giorni i miei colleghi, che adoro, ma è un passo molto utile per me, per il futuro, quindi lo accolgo con gratitudine.

E adesso torno a rotolarmi come un “grosso maritozzo imbottito di panna” (Minuto 0:48)

Passano? Non passano.

14 giorni. 14 giorni che non sembrano passare mai.

Domani sarà trascorsa la prima settimana.
Mi ero riproposta di pensare ad altro, di non stare come una fava qui a guardare i minuti e le ore che trascorrono, ma niente, non ce la sto proprio facendo.

Prendo diligentemente le vitamine, assumo il progesterone (accompagnato da nausea, vertigini, dolori, tutto per dare quel brio in più) e aspetto. Aspetto e divento impaziente.

Qui, in attesa del verdetto.