Famiglie Arcobaleno

Tutti gli articoli con tag Famiglie Arcobaleno

Step 3,5

Pubblicato 10 luglio 2017 da Chiara's way

9.28: incontro Sara all’ingresso dell’ospedale, io arrivo dal lavoro, lei da casa.

Sala d’aspetto, di nuovo il nostro numero, di nuovo mal di pancia prima, durante e dopo.

La dottoressa mi chiede se ho il ciclo, le dico che no, che il primo giorno era stato il giorno dell’ultima visita. Sembra che tutto vada bene, ma non è di molte parole, sembra quasi si sia dimenticata la ragione per cui mi ha fissato quella visita (la tuba destra ostruita).

Mi chiede se ho già preso appuntamento per vedere i risultati degli esami del sangue di Sara, io le dico che no, non ancora, che li ha fatti venerdì.

Bene, tenetevi forte: il primo appuntamento disponibile è il 21 settembre…E dal momento che quel giorno non saremo a Barcelona…

Prossimo appuntamento: 28 settembre, ore 11.

Le attese sono logoranti, ma non possiamo farci nulla: nel frattempo spero che il nuovo lavoro di Sara allo studio inizi a girare, che tutto inizi ad acquisire solidità.

Io da oggi ho cambiato orario: iniziando prima finirò alle 4.30 e alle 3.30 al venerdì. Inizierò ad occuparmi io della cena, riprenderò a cucinare.

Sono già sul bus verso il lavoro, con la solita inquietudine appiccicata addosso.

Fine settembre…altri mesi di attesa, solo per vedere dei risultati di esami del sangue…E poi ci saranno nuove attese ancora e ancora…Sembra tutto studiato per fiaccare gli impazienti, come me. Ma no, non ce la faranno.

Di lettere e Famiglie Arcobaleno.

Pubblicato 16 marzo 2014 da Chiara's way

Francesca Pardi, mamma orgogliosa e fondatrice della Casa Editrice Lo Stampatello ha scritto una illuminante lettera indirizzata al Papa.
Pratica, realista e strabordante di quell’amore e orgoglio che ogni mamma dovrebbe sentire.
La riporto qui di seguito perchè oltre a sperare che arrivi a destinazione, mi auguro di riuscire a contribuire almeno un pochino alla sua diffusione.

“Caro Papa Francesco,
Le scrivo per due ragioni: la prima è che Lei è la più alta autorità della Religione Cattolica, a cui fanno riferimento molti politici insieme a milioni di cittadini italiani, la seconda è che penso che Lei sia una brava persona.
Ho 48 anni, 4 figli, sono mamma da 11 anni, innamorata da 20 della stessa persona con cui ho costruito la nostra famiglia, e omosessuale da 30. Io e Maria ci siamo sposate in Spagna l’anno scorso.
I nostri bambini, una femmina e tre maschi, sono nati con l’aiuto dell’inseminazione eterologa all’estero.
Viviamo serenamente nel nostro contesto sociale, bene inserite nella comunità e nelle scuole coi nostri figli, e vediamo in tv, sui giornali o sul web – anche in Italia, come in tutta Europa – il segno di una crescente capacità di accogliere le famiglie come la nostra in seno alla società in cui vivono.
Ma succede ancora spesso che si alzino voci da ambienti intolleranti che ci trattano con disprezzo o peggio ci insultano, insieme ai nostri figli – a volte con odio, altre col sorriso. Sono persone che quasi sempre impugnano il vessillo della Religione Cattolica e sostengono che noi non facciamo parte del disegno divino; essi si sentono fortemente legittimati dalle posizioni politiche assunte dalla Chiesa.
Siamo state paragonate alle più orrende situazioni di degrado famigliare, sono state lanciate maledizioni sui nostri figli prevedendo per loro infelicità certa, come una strega cattiva che si affaccia sulla loro culla.
Senza che mai facessimo nulla, siamo state accusate di tutto, in nome di un ordine naturale che violeremmo, ma quante defezioni a quest’ordine naturale vengono serenamente accettate ogni giorno dagli esseri umani che volano in aereo, si curano e lavorano con un computer?
Con tutta sincerità posso raccontarle quanto il nostro nucleo famigliare incarni i valori della famiglia, del sostegno reciproco, della dedizione ai figli, della fedeltà coniugale. La invito a venirci a trovare per verificare di persona.
Conosco la Religione Cattolica come una dottrina guidata da un messaggio evangelico di accoglienza e amore, così mi hanno insegnato a catechismo quand’ero piccola.
Io non credo in Dio, non per principio ma perché – come il catechismo insegna – la fede non è una scelta, o c’è o non c’è (un po’ come l’omosessualità). Ma rispetto chi ci crede, e festeggio il Natale coi miei figli perché mi piace la storia di quel bambino buono più di tutti gli altri venuto per salvare il mondo. Anche Lei pensa che sono le persone come me, mia moglie e i miei figli, frutto del nostro amore, ciò da cui il mondo va salvato?
Se non lo pensa, dica qualcosa a chi non vuole darci dignità di esistere così come siamo, a chi ci vuole fuori dal disegno di Dio.
Se davvero Dio esiste, se è la vita che ci comprende tutti, sono certa che ha un posto nel mondo anche per noi e per i nostri figli, nuove famiglie di un mondo che cambia ma deve restare un mondo buono. Meglio accettare un cambiamento e ritrovarvi i valori di un tempo, o rifiutare questo cambiamento, e in nome di quei valori – tradendoli tutti – cercare di cancellare le nostre vite, che sono strutturate, belle, reali, sane?
Venga a trovarci alla festa delle Famiglie Arcobaleno a Firenze il 4 Maggio, parli con noi, ci guardi: non ci meritiamo di essere cancellati né dalla religione né dalle leggi, siamo il frutto di questa vita, e la vita è bella, anche per noi.
PorgendoLe i miei saluti sinceri.
Francesca Pardi”

E non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.

index