Umanità

Autista del bus.

La vedo accogliere ogni persona che sale con un saluto e un sorriso.

Partiamo, vede una persona anziana con il bastone che si avvicina alla porta per prepararsi a uscire alla fermata successiva. 

Rallenta si sporge, dice alla signora di non preoccuparsi, di sedersi pure, che la avviserà quando arriverà alla sua fermata e che aspetterà tutto il tempo necessario. Altri passeggeri l’aiutano a sedersi di nuovo. Arriviamo alla fermata della signora e l’autista fa quanto promesso. Poi ricomincia ad accogliere i nuovi passeggeri.

Sorrido.

Siamo arrivate. Ma devo fare una cosa prima di scendere : mi avvicino all’autista, la ringrazio per essere com’è in questa selva di indifferenza e scortesia.

Si sorprende, mi augura buona giornata. 

Scendiamo.
L’umanità oggi ha deciso di stupirmi.

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Inizi.

Sono tornata dal mio breve viaggio.
Ho goduto di quella città già conosciuta e del suo clima poco meno che primaverile.
Ma nonostante fossero le mie prime ferie da 2 anni, volevo, per la prima volta in tutta la mia vita, tornare nel mio paesino…volevo che i giorni passassero in fretta…e me ne sono accorta appena salita sul bus che mi portava dall’aeroporto in centro…
Sensazione inaspettata e nuova…

Non un giorno senza sentirla. Non un giorno senza avvertire la sua mancanza. Non un giorno senza pensare che lì, in quel momento avrei voluto ci fosse anche lei.

Ieri finalmente ci siamo riabbracciate. Ieri ha segnato il nostro inizio.
E’ tutto così intenso che un po’ mi spaventa. Gli schianti dopo le accelerazioni fanno un male che non desidererei provare, di nuovo, per ora.
Non cercavo tutto questo, non lo volevo, non ancora…Ma ora che c’è non posso che viverlo.

Forse in fondo quel mio desiderio di volerti indietro di cui parlavo ho fatto bene a tenerlo custodito qui dentro.
Perchè ora che sei qui non ti lascerò andar via facilmente, piccola Sara…