Ci siamo quasi!

Sono entrata da due giorni nell’undicesima settimana!

Giovedì prossimo marcherà la fine del primo trimestre e mi concederò un piccolo rasserenante sospiro di sollievo.

L’ultima volta che ho visto fagiolo (che ora dovrebbe essere grande come un fico) era lungo due centimetri e mezzo. Ora attendo che l’ospedale mi dia la data per l’ecografia del primo trimestre, la translucenza nucale e gli esami del sangue (che, non lo nego, mi mettono una certa ansia). E purtroppo, con estrema probabilità, so che Sara sarà in Italia quel giorno…credo che chiederò a chi mi visiterà di potere essere in chiamata su whatsapp per poterla avere con me…

Le nausee sono diminuite, ma quando iniziano mi sconquassano ancora tantissimo (come in questo istante). Ho sempre sonno e mi stanco, meno di prima, ma comunque molto più rapidamente del solito.

Tra doloretti e gonfiori, mi è parso di vedere che si inizia a percepire un piccolo accenno di pancia…ma è anche vero che Sara mi sta viziando con il cibo e, in tutta onestà, non riesco a distinguere se sono solo io ad essere ingrassata o se effettivamente il fagiolo inizia a fare capolino.

Ancora nessuna notizia dal fronte casa, i documenti per la trascrizione del nostro matrimonio sono in alto mare, e l’ospedale sembra aver perso i risultati di un esame genetico sul tumore di mio padre (credo che, fosse davvero così, prenderò seri provvedimenti in merito). Insomma tutto un disastro…ma in fondo non importa! Alla fine, in un modo o nell’altro ce la faremo, ne sono certa.

Buona Pasqua a voi tutti! Per chi è cattolico e per chi coglie solo l’occasione per passare un giorno in più con chi ama.

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Ieri 37enne, oggi il vero regalo

Ieri ho festeggiato i miei primi 37 anni.
Non smetto di dirlo: sono davvero felice della mia età, della mia consapevolezza, dei miei difetti che ora conosco a menadito (e provo ancora a limare) e anche di ciò che di me non cambierei.

Tanti abbracci, tanti messaggi da persone eccezionali, tanto affetto che mi ha investito come un’onda calda e potente.

Poi alla sera a cena fuori con Sara, sperimentare un nuovo ristorante vegetariano/vegano vicino a casa, mangiare troppo e subirne le conseguenze immediate.

E poi oggi, a mezzogiorno di nuovo in Ospedale, con Sara arrivata appena in tempo, dato che il traffico aveva bloccato l’autobus su cui viaggiava.
La dottoressa che mi fa sdraiare e da lì tutto dura davvero poco. Sara mi raggiunge mentre rimango sdraiata, ci teniamo per mano per un po’ e poi, altre medicine da prendere nei prossimi giorni e via, fuori, al sole, proprio di fronte al mare.
Saltare l’autobus, tornare al lavoro e riprendere la giornata come se nulla fosse.

Ed è stato un regalo. E lo sarà a prescindere dal risultato. Perchè dopo il 2008 pensavo che non avrei più voluto o potuto pensare ad un figlio. Invece eccomi qui ad attendere, con tranquillità, di vedere cosa accadrà fra un paio di settimane.
il-mre-di-barcellona

Sempre più vicine

Così vicine che la tensione inizia a farsi sentire.

Mercoledì e venerdì sono tornata in Ospedale.
Ogni sera dallo scorso sabato ho fatto le iniezioni come prescrittomi dalla dottoressa che, durante le due visite di controllo, con una ecografia ha verificato che tutto procedesse come sperato.

Tuba sinistra, quella buona. Ok, ottima notizia.
E ora?

Altre iniezioni, 2 altri prodotti che ho ordinato e acquistato in farmacia da utilizzare domenica e lunedì notte.
E mercoledì a mezzogiorno sarò di nuovo in Ospedale per il nostro primo tentativo.

Provo a non pensarci troppo perchè tutto diventerebbe più strano di quanto non lo sia già, ma ormai siamo davvero a un passo…

Mandateci tutti i vostri pensieri positivi perchè mercoledì la nostra vita potrebbe cambiare.

malva-rosa

Vacanze. Vacanze finite.

Io e te nell'Oceano

Tre settimane lontane dall’ufficio, due in viaggio con te.

Un altro luogo prima sconosciuto in cui condividere nuove esperienze.

Relax, l’Oceano, gli ultimi giorni già desiderando avere di nuovo Ebony in grembo…

Il tempo che scorre veloce, e noi di nuovo tra queste mura.

La nostra quotidianità è stata immediatamente rotta dall’arrivo di suocera e nipote acquisito in visita; faccio ancora più fatica a riprendere i ritmi che normalmente mi permettono di sopravvivere ai miei orari di lavoro; i giorni si rincorrono stanchi nell’attesa del prossimo fine settimana…

Con un occhio guardiamo però già a dicembre, quando pesteremo di nuovo il suolo italiano per qualche giorno.

Siamo emigrate. Siamo nomadi sedentarie. E anche quando, come in questi giorni, la stanchezza ci fiacca, sappiamo che alla fine della giornata un bacio finirà sempre per salvarci.

Sabbia nera e luce

Ferie!

Tanto attese, tanto sudate e ora qui! È solo il mio secondo giorno di ferie e ho 3 intere settimane davanti in cui godrò ogni istante, in cui sballerò molto probabilmente i miei soliti ritmi e passerò più tempo possibile con Sara.

Giovedì notte partiremo alla volta di Tenerife: è la nostra prima volta su quell’isola e siamo eccitatissime all’idea di esplorarla tutta!
Come sempre due settimane senza Ebony saranno dure, ma è in buone mani e al nostro ritorno l’aspetta un supplemento extra di coccole.

Per finire, al nostro ritorno mancherà una sola settimana all’appuntamento con la dottoressa, sperando le notizie continuino ad essere buone come lo sono state fino ad ora.

Step 3,5

9.28: incontro Sara all’ingresso dell’ospedale, io arrivo dal lavoro, lei da casa.

Sala d’aspetto, di nuovo il nostro numero, di nuovo mal di pancia prima, durante e dopo.

La dottoressa mi chiede se ho il ciclo, le dico che no, che il primo giorno era stato il giorno dell’ultima visita. Sembra che tutto vada bene, ma non è di molte parole, sembra quasi si sia dimenticata la ragione per cui mi ha fissato quella visita (la tuba destra ostruita).

Mi chiede se ho già preso appuntamento per vedere i risultati degli esami del sangue di Sara, io le dico che no, non ancora, che li ha fatti venerdì.

Bene, tenetevi forte: il primo appuntamento disponibile è il 21 settembre…E dal momento che quel giorno non saremo a Barcelona…

Prossimo appuntamento: 28 settembre, ore 11.

Le attese sono logoranti, ma non possiamo farci nulla: nel frattempo spero che il nuovo lavoro di Sara allo studio inizi a girare, che tutto inizi ad acquisire solidità.

Io da oggi ho cambiato orario: iniziando prima finirò alle 4.30 e alle 3.30 al venerdì. Inizierò ad occuparmi io della cena, riprenderò a cucinare.

Sono già sul bus verso il lavoro, con la solita inquietudine appiccicata addosso.

Fine settembre…altri mesi di attesa, solo per vedere dei risultati di esami del sangue…E poi ci saranno nuove attese ancora e ancora…Sembra tutto studiato per fiaccare gli impazienti, come me. Ma no, non ce la faranno.

Sogni di gloria di una pantofolaia

Volevamo andare a Torino, andare a ballare in Piazza, fare l’alba…
Poi ci siamo ricordate dei troppi km da fare, delle strade ghiacciate, del fffreddo glaciale e del fatto che siamo due nonne.

Quindi andremo mangiare al ristorante giapponese del paesello con un paio di amici, e dove la mia scelta alimentare sarà limitatissima (da quando cerco di seguire una dieta il più possibile vegana, andare fuori a cena è spesso complicato) e a seguire vino a fiumi.

Propositi per il 2017, in ordine sparso?

– Tornare a scrivere con una certa costanza

– Continuare a tenermi in forma in casa come ho fatto negli ultimi due mesi, senza farmi prendere dalla pigrizia (e dalla ciccia accumulata in questi ultimi giorni di nullafacenza e cibo non stop). E nello stesso tempo tentare di mantenere un rapporto di civiltà, quantomeno, con il cibo

– Continuare a vivere con la gioia che fino ad ora non ci ha mai abbandonato il rapporto con Sara: rinnovarlo e riuscire a dedicarci più tempo di qualità, e non quello sfinito a margine di lunghe giornate di lavoro

– Mostrare le mie potenzialità con la determinazione che mai mi abbandona

– Continuare a costruire i miei/nostri sogni, un piccolo mattone alla volta – su questo punto mi soffermeró più a lungo nei mesi a venire

– Spronare Sara e darle il mio appoggio costante nel suo percorso professionale: è una strada lunga e accidentata, e ha bisogno di una alleata più che mai e non di un altro giudice severo, come invece troppo spesso sono

– Mantenere ottimi i rapporti con la mia famiglia e non smettere mai di dar loro spunti di riflessione. Ma anche piantarla di pretendere comprensione, ed invece darne di più. Godermi il loro amore, e far loro sentire il mio

– Esserci per le poche persone a cui tengo davvero

– Mantenere stretta la positività e il sorriso, anche quando è uno sforzo e un lavoro farlo

– Cercare di dare una scossa alla nostra vita sociale, nonostante siano più spesso le nostre limitate risorse economiche ad avere un ruolo in questo

– Continuare ad amare la mia vita.

Wow. Decisamente tanta roba. Occhio sull’obiettivo: si comincia…