attese

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Step 3,5

Pubblicato 10 luglio 2017 da Chiara's way

9.28: incontro Sara all’ingresso dell’ospedale, io arrivo dal lavoro, lei da casa.

Sala d’aspetto, di nuovo il nostro numero, di nuovo mal di pancia prima, durante e dopo.

La dottoressa mi chiede se ho il ciclo, le dico che no, che il primo giorno era stato il giorno dell’ultima visita. Sembra che tutto vada bene, ma non è di molte parole, sembra quasi si sia dimenticata la ragione per cui mi ha fissato quella visita (la tuba destra ostruita).

Mi chiede se ho già preso appuntamento per vedere i risultati degli esami del sangue di Sara, io le dico che no, non ancora, che li ha fatti venerdì.

Bene, tenetevi forte: il primo appuntamento disponibile è il 21 settembre…E dal momento che quel giorno non saremo a Barcelona…

Prossimo appuntamento: 28 settembre, ore 11.

Le attese sono logoranti, ma non possiamo farci nulla: nel frattempo spero che il nuovo lavoro di Sara allo studio inizi a girare, che tutto inizi ad acquisire solidità.

Io da oggi ho cambiato orario: iniziando prima finirò alle 4.30 e alle 3.30 al venerdì. Inizierò ad occuparmi io della cena, riprenderò a cucinare.

Sono già sul bus verso il lavoro, con la solita inquietudine appiccicata addosso.

Fine settembre…altri mesi di attesa, solo per vedere dei risultati di esami del sangue…E poi ci saranno nuove attese ancora e ancora…Sembra tutto studiato per fiaccare gli impazienti, come me. Ma no, non ce la faranno.

Step 3

Pubblicato 6 luglio 2017 da Chiara's way

Per mano lungo tutto il tragitto, la sala d’aspetto non aveva due sedie libere una accanto all’altra, mantengo il contatto visivo…Un filo che attraversa la sala d’aspetto.

Mal di pancia che mi accompagna ogni volta che il nervosismo scuote le interiora.

Mezz’ora e il mio numero appare sullo schermo.

Apro piano la porta, ci sediamo.

Già la scorsa volta avevo notato quanto l’approccio della dottoressa fosse impersonale e fastidiosamente scostante e, al contrario, l’infermiera fosse assolutamente amabile. L’importante però è che faccia il suo lavoro correttamente, e di questo non posso affatto lamentarmi.

Attendo il responso con il cuore in gola…”Tutti i valori sembrano in ordine”, dice, “Vedo che una delle due tube è risultata ostruita, potrebbe essere stato uno spasmo, ma è meglio controllare; facciamo anche degli esami del sangue alla sua compagna”.

Quindi altri esami…lunedì prossimo l’ecografia, questo venerdì Sara farà il prelievo e poi vedremo cosa succede.

Altre attese, ma noi abbiamo tutta la pazienza necessaria.

Pause temporali

Pubblicato 19 ottobre 2015 da Chiara's way

Alla guida della mia vita talvolta sembra che ci siamo un autista alle prime armi, su una splendida macchina a cambio manuale.

Accellerate repentine e frenate da colpo di frusta: sembra che questo balordo non sappia dosare la forza propulsiva e rischi, tra un sobbalzo e l’altro, di farla spegnere.

La mia vita è ben lontana da tutto ciò che con fatica avevo tentato di costruirmi, almeno sul piano professionale.
Ora vivo della luce riflessa dei successi di Sara e attendo che arrivi il mio momento, senza mai smettere di guardarmi attorno, pronta a non perdere neanche un treno, ma con la sensazione, ormai sempre così familiare, di essere in ritardo su tutto e di aspettare, vestita con i miei abiti preferiti e i bagagli di una vita, in prossimità di un binario morto..

Pane e razionalità

Pubblicato 18 novembre 2012 da Chiara's way

E’ stata la mia colazione di questa mattina.

S. ancora, credo, innamorato di me.
H. che mi aspetta entusiasta.
S. che è tornata sui suoi passi, quando le cose si son messe male con la sua “prima scelta”.
K. a cui servo e basta.
E io, nonostante tutto, con in testa M. e con l’immensa voglia di conoscerla meglio.

La mia vita sentimentale è un casino.
Ed è anche per questo che star sola è la scelta migliore che possa fare.

Attese

Pubblicato 20 settembre 2012 da Chiara's way

Io ed E., molto diverse e molto simili.

Il nostro modo di affrontare gli innamoramenti è identico.
Compulsivo, istintivo, ossessivo.
Mai una situazione semplice, o scevra di problematiche.

Vogliamo tutto, anche quando non c’è nulla.
Ci buttiamo a capofitto, anche quando il fondo è evidentemente basso.

E quando corri velocissimo in una direzione, fermarsi, anche davanti allo STOP più grande che si sia mai visto, diventa complicato.
Solo un gigantesco passo falso della persona che ci sta a cuore può restituirci la libertà.

Speriamo nell’insperabile, diamo fiducia quasi mai ripagata.

Detto così sa davvero di idiota. Sì, effettivamente forse lo è.
Da una parte però lo vedo come l’espressione della purezza del nostro sentire.

Dall’altra lo definisco come il residuo di quel mio Io un po’ malandato e malato bisognoso di altro, fuori da sè, per potersi definire.
E la fatica di affrontare il distacco anche da questa parte di me non riesco ancora ad affrontarla.

E quindi attese, attese, attese inutili, perchè non arriverà mai nulla.
E speranze, speranze mal riposte, speranze che torneranno al mittente.

D. non mi vuole, i segnali(o la mancanza di) sono stati ben più che chiari.
Quanto ci metterò ancora a metabolizzarlo?