Depressione

Se senti il mondo crollarti addosso,

Se senti quel peso dentro spingerti sempre più giù,

Se credi che nessuno potrà capirlo e nessuno vorrà ascoltare…

Sappi che io ci sono: scrivimi. Non ho facili soluzioni, ma orecchie e occhi da dedicarti. Sono passata dove ti trovi ora, e vivo attraverso questa lotta senza fine.

Se leggi qui, sappi che ci sono.

Annunci

Quando nulla va come sperato…

…è tempo di rimboccarsi le maniche e stringersi più forte che mai.

Fine ottobre: un inaspettato viaggio di lavoro corrisponderà al mio ciclo, quindi niente stimolazione ovarica.

Dicembre? Viaggio annuale in Italia, per vedere la famiglia: di nuovo niente da fare.

Intanto il lavoro di Sara va estremamente a rilento…le entrate sono quasi inesistenti, e c’è bisogno di un colpo di coda: stiamo pensando a come poter promuovere il suo lavoro, ma tutto richiede soldi, tempo e infinita pazienza (di cui, al solito, sono deficitaria).

Si sta cercando un secondo lavoro al mattino -idealmente fare le pulizie-, in modo da affiancare una entrata fissa al mio risicato stipendio che fino ad ora ha mantenuto entrambe.

La situazione è instabile, ma premiamo perché evolva. Siamo determinate, unite e il momento per allargare la nostra famiglia è o ora o mai più.

Per nessuno al mondo cercare una gravidanza è qualcosa di irrinunciabile: di fatto, la necessità che abbiamo di ricorrere ad un aiuto medico, ci ha fatto posticipare questo momento di molto, quando d’altra parte, con tutta probabilità, una coppia eterosessuale avrebbe già accolto un bimbo, più o meno cercato.

Potremmo semplicemente dire che non è destino, è vero.

Ho pianto, a lungo.

Alla fine ho capito però che per noi nulla sarà mai semplice, nulla filerà mai liscio alla prima, ma che siamo combattenti, che sapremo fare del nostro meglio e che ne verremo sempre fuori a testa alta e mano nella mano.

Io-e-te-mano-nella-mano

Chi desidera aiutarci, può farlo aderendo con un piccolo contributo alla raccolta fondi che trovate nella colonna qui a destra: goccia a goccia, formeremo il mare!

Vacanze. Vacanze finite.

Io e te nell'Oceano

Tre settimane lontane dall’ufficio, due in viaggio con te.

Un altro luogo prima sconosciuto in cui condividere nuove esperienze.

Relax, l’Oceano, gli ultimi giorni già desiderando avere di nuovo Ebony in grembo…

Il tempo che scorre veloce, e noi di nuovo tra queste mura.

La nostra quotidianità è stata immediatamente rotta dall’arrivo di suocera e nipote acquisito in visita; faccio ancora più fatica a riprendere i ritmi che normalmente mi permettono di sopravvivere ai miei orari di lavoro; i giorni si rincorrono stanchi nell’attesa del prossimo fine settimana…

Con un occhio guardiamo però già a dicembre, quando pesteremo di nuovo il suolo italiano per qualche giorno.

Siamo emigrate. Siamo nomadi sedentarie. E anche quando, come in questi giorni, la stanchezza ci fiacca, sappiamo che alla fine della giornata un bacio finirà sempre per salvarci.

Sabbia nera e luce

Step 3,5

9.28: incontro Sara all’ingresso dell’ospedale, io arrivo dal lavoro, lei da casa.

Sala d’aspetto, di nuovo il nostro numero, di nuovo mal di pancia prima, durante e dopo.

La dottoressa mi chiede se ho il ciclo, le dico che no, che il primo giorno era stato il giorno dell’ultima visita. Sembra che tutto vada bene, ma non è di molte parole, sembra quasi si sia dimenticata la ragione per cui mi ha fissato quella visita (la tuba destra ostruita).

Mi chiede se ho già preso appuntamento per vedere i risultati degli esami del sangue di Sara, io le dico che no, non ancora, che li ha fatti venerdì.

Bene, tenetevi forte: il primo appuntamento disponibile è il 21 settembre…E dal momento che quel giorno non saremo a Barcelona…

Prossimo appuntamento: 28 settembre, ore 11.

Le attese sono logoranti, ma non possiamo farci nulla: nel frattempo spero che il nuovo lavoro di Sara allo studio inizi a girare, che tutto inizi ad acquisire solidità.

Io da oggi ho cambiato orario: iniziando prima finirò alle 4.30 e alle 3.30 al venerdì. Inizierò ad occuparmi io della cena, riprenderò a cucinare.

Sono già sul bus verso il lavoro, con la solita inquietudine appiccicata addosso.

Fine settembre…altri mesi di attesa, solo per vedere dei risultati di esami del sangue…E poi ci saranno nuove attese ancora e ancora…Sembra tutto studiato per fiaccare gli impazienti, come me. Ma no, non ce la faranno.

Step 3

Per mano lungo tutto il tragitto, la sala d’aspetto non aveva due sedie libere una accanto all’altra, mantengo il contatto visivo…Un filo che attraversa la sala d’aspetto.

Mal di pancia che mi accompagna ogni volta che il nervosismo scuote le interiora.

Mezz’ora e il mio numero appare sullo schermo.

Apro piano la porta, ci sediamo.

Già la scorsa volta avevo notato quanto l’approccio della dottoressa fosse impersonale e fastidiosamente scostante e, al contrario, l’infermiera fosse assolutamente amabile. L’importante però è che faccia il suo lavoro correttamente, e di questo non posso affatto lamentarmi.

Attendo il responso con il cuore in gola…”Tutti i valori sembrano in ordine”, dice, “Vedo che una delle due tube è risultata ostruita, potrebbe essere stato uno spasmo, ma è meglio controllare; facciamo anche degli esami del sangue alla sua compagna”.

Quindi altri esami…lunedì prossimo l’ecografia, questo venerdì Sara farà il prelievo e poi vedremo cosa succede.

Altre attese, ma noi abbiamo tutta la pazienza necessaria.

Step 1

Esami del sangue più mirati, in realtà fatti qualche giorno fa.

L’uomo che mi ha fatto il prelievo non ha usato molta cura, spostava l’ago come a dover sintonizzare un’antenna dentro la mia vena.

Oggi mi è tornato in mente, grazie al livido e al braccio ancora gonfio e dolorante.

Stringo i denti e spero sia un passo avanti e non indietro.

Sogni di gloria di una pantofolaia

Volevamo andare a Torino, andare a ballare in Piazza, fare l’alba…
Poi ci siamo ricordate dei troppi km da fare, delle strade ghiacciate, del fffreddo glaciale e del fatto che siamo due nonne.

Quindi andremo mangiare al ristorante giapponese del paesello con un paio di amici, e dove la mia scelta alimentare sarà limitatissima (da quando cerco di seguire una dieta il più possibile vegana, andare fuori a cena è spesso complicato) e a seguire vino a fiumi.

Propositi per il 2017, in ordine sparso?

– Tornare a scrivere con una certa costanza

– Continuare a tenermi in forma in casa come ho fatto negli ultimi due mesi, senza farmi prendere dalla pigrizia (e dalla ciccia accumulata in questi ultimi giorni di nullafacenza e cibo non stop). E nello stesso tempo tentare di mantenere un rapporto di civiltà, quantomeno, con il cibo

– Continuare a vivere con la gioia che fino ad ora non ci ha mai abbandonato il rapporto con Sara: rinnovarlo e riuscire a dedicarci più tempo di qualità, e non quello sfinito a margine di lunghe giornate di lavoro

– Mostrare le mie potenzialità con la determinazione che mai mi abbandona

– Continuare a costruire i miei/nostri sogni, un piccolo mattone alla volta – su questo punto mi soffermeró più a lungo nei mesi a venire

– Spronare Sara e darle il mio appoggio costante nel suo percorso professionale: è una strada lunga e accidentata, e ha bisogno di una alleata più che mai e non di un altro giudice severo, come invece troppo spesso sono

– Mantenere ottimi i rapporti con la mia famiglia e non smettere mai di dar loro spunti di riflessione. Ma anche piantarla di pretendere comprensione, ed invece darne di più. Godermi il loro amore, e far loro sentire il mio

– Esserci per le poche persone a cui tengo davvero

– Mantenere stretta la positività e il sorriso, anche quando è uno sforzo e un lavoro farlo

– Cercare di dare una scossa alla nostra vita sociale, nonostante siano più spesso le nostre limitate risorse economiche ad avere un ruolo in questo

– Continuare ad amare la mia vita.

Wow. Decisamente tanta roba. Occhio sull’obiettivo: si comincia…