Poche ore alla fine del weekend

Susurro

Un week-end tra amiche ritrovate che adoro e spesso mi mancano, scoprendo posti sconosciuti -spazi espositivi, musica dal vivo, un bar vegano (il Quinoa, consigliatissimo!) nel mio quartiere preferito…- e ancora qualche momento solo io e il mio amore, accoccolate sul divano.

Una sensazione strana mi preme il petto, un senso d’ansia rischia di rovinare tutta la gioia provata. Forse è solo il pensiero che il fine settimana è già praticamente finito e un’altra settimana di lavoro mi aspetta…chissà.

Cerco di controllare il respiro e guardo Sara.

Tutto si sistemerá.

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Ferie!

Tanto attese, tanto sudate e ora qui! È solo il mio secondo giorno di ferie e ho 3 intere settimane davanti in cui godrò ogni istante, in cui sballerò molto probabilmente i miei soliti ritmi e passerò più tempo possibile con Sara.

Giovedì notte partiremo alla volta di Tenerife: è la nostra prima volta su quell’isola e siamo eccitatissime all’idea di esplorarla tutta!
Come sempre due settimane senza Ebony saranno dure, ma è in buone mani e al nostro ritorno l’aspetta un supplemento extra di coccole.

Per finire, al nostro ritorno mancherà una sola settimana all’appuntamento con la dottoressa, sperando le notizie continuino ad essere buone come lo sono state fino ad ora.

Pausa

Finalmente le conseguenze dell’ultimo esame sono quasi del tutto passate: il sanguinamento quasi terminato, i dolori ormai sporadici e il gonfiore diminuito notevolmente.

Oggi, mentre Sara era fuori ho trascritto brevemente la traduzione della lettera della genetista, che dovrò poi inviare ai miei genitori e che servirà per bacchettare i medici dell’ospedale di Genova in cui avevano operato mio padre nella seconda metà degli anni ’90: ci serve un campione in paraffina e lo avremo, in un modo o nell’altro, malgrado loro.

Il viaggio è solo all’inizio. La prima persona tramite cui sono passata, la levatrice, da cui tutto è partito, mi disse come prima cosa “Sarà dura, sarà difficile e dovrai essere forte”.

Lo sono e lo sarò.

Step 0.5

Febbraio 2017

Ecografia e esami del sangue.

Tutto regolare, anche se alcuni valori sono un po’ bassi: bisogna ripeterne di più mirati.

Strada tortuosa e accidentata davanti, strapiombo su entrambi i limiti della carreggiata. 

L’obiettivo sei tu, tu, nella mia mente da tanti, tanti anni, nel mio cuore da sempre e nel nostro da quando ci definiamo famiglia.

Umanità

Autista del bus.

La vedo accogliere ogni persona che sale con un saluto e un sorriso.

Partiamo, vede una persona anziana con il bastone che si avvicina alla porta per prepararsi a uscire alla fermata successiva. 

Rallenta si sporge, dice alla signora di non preoccuparsi, di sedersi pure, che la avviserà quando arriverà alla sua fermata e che aspetterà tutto il tempo necessario. Altri passeggeri l’aiutano a sedersi di nuovo. Arriviamo alla fermata della signora e l’autista fa quanto promesso. Poi ricomincia ad accogliere i nuovi passeggeri.

Sorrido.

Siamo arrivate. Ma devo fare una cosa prima di scendere : mi avvicino all’autista, la ringrazio per essere com’è in questa selva di indifferenza e scortesia.

Si sorprende, mi augura buona giornata. 

Scendiamo.
L’umanità oggi ha deciso di stupirmi.

Clic

Possedessi una macchina fotografica degna di questo nome vedreste:

– due gabbiani che, sulla cima del campanile della chiesa di Plaça de Castilla si puliscono a vicenda il becco dopo la lauta colazione, dandosi chiare indicazioni “un po’ più in su, lì a destra…” a gran voce

– il piccione che, come ogni attore che si rispetti, prova in solitudine la sua parte da fenicottero in equilibrio su una zampa per il recital di questa sera

– il parrocchetto verde che volando in direzione Universitat raso teste maledice a mezza voce il vento contrario.

Accontentatevi della descrizione.

Energie

Al lavoro, una giornata come un’altra.

Una pausa, un paio di colleghe e due ancora. Parlano loro, io ascolto, rido, sorrido.

Mi sento euforica, di quella euforia che chiude delicatamente la gola per la delicata commozione.

La loro energia mi ha penetrato la pelle, la carne, le ossa.

Finisco la giornata, scrivo un messaggio ad una di loro per un grazie dovuto: le belle persone cambiano l’esistenza di chi le circonda semplicemente essendo sé stesse.