Vacanze. Vacanze finite.

Io e te nell'Oceano

Tre settimane lontane dall’ufficio, due in viaggio con te.

Un altro luogo prima sconosciuto in cui condividere nuove esperienze.

Relax, l’Oceano, gli ultimi giorni già desiderando avere di nuovo Ebony in grembo…

Il tempo che scorre veloce, e noi di nuovo tra queste mura.

La nostra quotidianità è stata immediatamente rotta dall’arrivo di suocera e nipote acquisito in visita; faccio ancora più fatica a riprendere i ritmi che normalmente mi permettono di sopravvivere ai miei orari di lavoro; i giorni si rincorrono stanchi nell’attesa del prossimo fine settimana…

Con un occhio guardiamo però già a dicembre, quando pesteremo di nuovo il suolo italiano per qualche giorno.

Siamo emigrate. Siamo nomadi sedentarie. E anche quando, come in questi giorni, la stanchezza ci fiacca, sappiamo che alla fine della giornata un bacio finirà sempre per salvarci.

Sabbia nera e luce

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Umanità

Autista del bus.

La vedo accogliere ogni persona che sale con un saluto e un sorriso.

Partiamo, vede una persona anziana con il bastone che si avvicina alla porta per prepararsi a uscire alla fermata successiva. 

Rallenta si sporge, dice alla signora di non preoccuparsi, di sedersi pure, che la avviserà quando arriverà alla sua fermata e che aspetterà tutto il tempo necessario. Altri passeggeri l’aiutano a sedersi di nuovo. Arriviamo alla fermata della signora e l’autista fa quanto promesso. Poi ricomincia ad accogliere i nuovi passeggeri.

Sorrido.

Siamo arrivate. Ma devo fare una cosa prima di scendere : mi avvicino all’autista, la ringrazio per essere com’è in questa selva di indifferenza e scortesia.

Si sorprende, mi augura buona giornata. 

Scendiamo.
L’umanità oggi ha deciso di stupirmi.

Clic

Possedessi una macchina fotografica degna di questo nome vedreste:

– due gabbiani che, sulla cima del campanile della chiesa di Plaça de Castilla si puliscono a vicenda il becco dopo la lauta colazione, dandosi chiare indicazioni “un po’ più in su, lì a destra…” a gran voce

– il piccione che, come ogni attore che si rispetti, prova in solitudine la sua parte da fenicottero in equilibrio su una zampa per il recital di questa sera

– il parrocchetto verde che volando in direzione Universitat raso teste maledice a mezza voce il vento contrario.

Accontentatevi della descrizione.

Energie

Al lavoro, una giornata come un’altra.

Una pausa, un paio di colleghe e due ancora. Parlano loro, io ascolto, rido, sorrido.

Mi sento euforica, di quella euforia che chiude delicatamente la gola per la delicata commozione.

La loro energia mi ha penetrato la pelle, la carne, le ossa.

Finisco la giornata, scrivo un messaggio ad una di loro per un grazie dovuto: le belle persone cambiano l’esistenza di chi le circonda semplicemente essendo sé stesse.

Inizi burrascosi

Nuovo anno.
Siamo solo al 6, ma di cose ne sono già successe…

Ho lavorato il 31. Sono uscita dal lavoro piangendo alle 22, ho passato la mezzanotte con il mio amore e care amiche, a rimpinzarci come panzerotti, e ho pianto al lavoro il primo dell’anno (spiegare il perchè trovo sia superfluo).
Poi, per la serie “gli ottimi inizi” ho passato il venerdì notte gridando dal dolore sul divano con Sara che non sapeva più cosa fare e che si è scapicollata per le strade della città per trovare una farmacia di guardia, sono fortunatamente crollata esausta qualche ora dopo e dopo essermi imbottita di medicinali, ripetendo poi il tutto al mattino…

Il sabato pomeriggio pensavo l’allarme fosseVarekai-logo rientrato e ho preso quindi i biglietti per assistere al Cirque du Soleil con Sara che avrebbe compiuto gli anni il 3… e Varekai non ha deluso le aspettative: lo spettacolo è stato davvero sublime. Era la mia terza volta e la prima di Sara che aveva gli occhi che luccicavano dall’emozione, come una bimba…

Ne è valsa davvero la pena, ma già durante la sera le cose non procedevano bene e il giorno dopo sono andata alla ricerca dell’unico ambulatorio aperto di domenica in zona. Dopo 3 ore e mezza, il medico, in maniera sbrigativa, ha rilevato quello che sapevo ancor prima di arrivare lì e mi ha prescritto altri antibiotici. Ho passato le poche ore che restavano con la festeggiata, sentendomi mortificata per non poter essere in forma per il suo grande giorno.

Il mattino dopo, dal mio medico per darmi di baja al lavoro e dopo una visita e una spiegazione più accurata abbiamo capito che la situazione era un po’ più grave di quanto immaginassi.

Oggi è mercoledì, i dolori non sono ancora passati, ma spero che, essendo solo a metà cura, ci sia ancor tutto il tempo…

Lei è qui, al mio fianco, e mi da tutta la forza che in certi istanti sembra mancare.
Non posso smettere di sorridere: mi ha preparato i pancake questa sera e con lei accanto, riesco a mettere tutto il resto in prospettiva: dolore, delusioni, frustrazioni…tutto diventa più sopportabile…

Procrastinare

Passi tutta la mattina a risolvere un errore di sistema del computer che ti impediva di accedere e lavorare…ore e ore buttate via smanettando sul cellulare alla ricerca di una soluzione.

Poi finalmente la soluzione arriva, ma senti, nonostante sia appena iniziato il pomeriggio che la giornata sia persa.

Un invito a passeggiare che pensi di declinare: devi provare a concludere qualcosa; la spesa da fare, la spazzatura da buttare, la lavatrice da avviare e la gatta che ti si arrampica addosso reclamando la tua proprietà con tutta la sua cicciosa pelosità: braccia bloccate, posso muovere solo le mani…penso che me ne starò un po’ qui a godermi il tepore del suo corpicino arrotolato su di me.

Chissà come state passando il vostro fine settimana…

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Sua Maestà Ebony

Sveglia

Le tanto attese ferie sono arrivate.
Il primo giorno mi sono dimenticata di disattivare la solita sveglia che utilizzo per il lavoro, il secondo l’ho passato come un piccolo zombie ciondolante cercando recuperare sonno e forze mentali e fisiche sperperate nell’ultimo anno di lavoro.

E questa mattina, beh, questa mattina mi sono svegliata così:

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Messagi mattutini

Affrontare la giornata con un sorriso da un orecchio all’altro è stato inevitabilmente il passo successivo.