Ansie e paure

Ferie finite: una settimana non troppo fortunata a Madeira e uno stancante weekend a Madrid per il Pride.

Oggi sono alla 26esima settimana! Arriva sempre prima la pancia di me, inizio a sentirne il peso, la sciatica mi fa zoppicare, Noah si muove sempre come un pesciolino e ieri ho avuto una notizia non positiva: il test che ho fatto qualche giorno fa ha evidenziato che potrei avere il diabete gestazionale.

Così, il 23 di questo mese dovrò fare la curva glicemica per poter capire il da farsi e smentire o confermare la diagnosi.

Siamo ancora in alto mare con troppe cose: innanzitutto ancora non abbiamo una casa e tutto il resto viaggia di conseguenza…

Insomma…un mezzo disastro…

Ma ci siamo io, Sara e il nostro piccolo che cresce…Il resto si aggiusterà, in un modo o nell’altro…

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Solo tu

Solo tu sei in grado di parlarmi, guardandomi negli occhi, e di calmare il mostro che mi si agita dentro…

Due giorni fa ho fatto il primo controllo: 3.79mm di felicità.

Venerdì prossimo rivedrò la dottoressa, ma nel frattempo ho ritenuto di doverlo dire alla mia famiglia.

Ero terrorizzata. Ne ho parlato con mia madre, la cui reazione non è stata tremenda come mi aspettavo, e sarà lei a dirlo a mio padre.

Oggi invece ho deciso di comunicarlo a mio fratello. Dopo una breve scrollata di testa mi ha detto di essere contento. Sono sicura che il fatto che Simone fosse lì e mi facesse le congratulazioni abbia avuto il suo peso. Altra sudata incredibile, ma tutto sembra essere andato assolutamente meglio di quanto mi fossi immaginata anche in questo caso.

Il sabato l’ho passato interamente con attacchi d’ansia, che solo Sara è stata in grado di placare. E dal canto mio ho costruito un mantra per poter far fronte al panico: pensare a me, devo pensare a me sopra tutto il resto.

Ora mi godo la domenica sera: Penny Dreadful on air senza troppi pensieri.

Ansia e preoccupazione

Oggi mi stanno assalendo tutte le preoccupazioni del mondo…

Abbiamo ancora una sola entrata, la mia, che non è affatto granché, il lavoro di Sara non ingrana (Barcellona rimane un mercato complicatissimo se ci sei nato, figuriamoci se ci sei arrivata fresca fresca da pochi anni): si propone, cerca in giro per il mondo posti in cui andare a fare una stagione, per imparare, crescere, ma ancora nulla di concreto e qui, se non conosci persone o non hai una maledetta “cartera clientes” solo porte in faccia.

Non abbiamo una casa, non ce la possiamo permettere, ancora condividiamo. Ci siamo iscritte alle liste per una casa sociale, ma le persone che ne fanno richiesta sono migliaia e le case davvero pochissime…

Sta mattina ho pensato “ma cosa avevo in mente???” e poi tanta, tanta paura…Sono un’incosciente?

Vorrei solo poter smettere di pensare, visto che non ho nessuno zio d’America che possa schiattare e sollevarmi dalle spalle questo fardello.

Vorrei soluzioni. Vorrei, vorrei, vorrei…

Il danno dell’odio

Sono arrivati altri messaggi, questa volta a me. Non li ho ascoltati, ho chiesto a Sara di farlo…ero sul lavoro.

Tremavo dal timore e dalla rabbia…altri insulti altre molestie verbali. Ho bloccato questa persona…Sara ha fatto lo stesso, ma mi sono sentita moto male durante tutto il giorno.

Oggi poi, mentre ero al lavoro sono andata in bagno e…la carta era macchiata di rosa…

Avrei dovuto fare il test di gravidanza domani, ma non ce l’ho fatta…l’ho fatto oggi e il risultato è stato negativo.

Ora attendo che mi arrivi il ciclo per chiamare la dottoressa…si ricomincia.

Non ho versato lacrime. Non posso.

Ma di rabbia, quella sì, ne ho molta, ne ho da vendere…

Minacce

Non ci vogliamo far mancare niente, noi. E oggi sono arrivate anche le minacce.

Da un paio di giorni Sara ha smesso di andare nello studio dove ha lavorato negli ultimi 9 mesi circa.

La proprietaria, una persona che, se da una parte aveva dato fiducia a Sara, dall’altra, ne aveva sfruttato il talento senza darle gli insegnamenti di cui aveva bisogno (né compensi degni di questo nome) prendendo, a mio avviso, più di quanto non le abbia mai dato, oggi, dopo aver visto che Sara aveva accompagnato una nostra amica ad un evento in un altro studio, le ha inviato un messaggio che era un condensato di meschinità, cattiverie e minacce come non ne sentivo da un po’.

Tremavamo entrambe dallo sconcerto.

A questo punto potrei sputare tantissima merda addosso a questa persona. Ne avrei mezzi, ragioni e prove.

Mi sono limitata invece a scrivere un messaggio alla sua fidanzata dicendo ciò che penso e mettendo in chiaro che se anche solo un’altra minaccia dovesse arrivare prenderò provvedimenti, ad augurarmi che riprenda presto ad utilizzare gli psicofarmaci e a sperare che nessun’altro debba passare nel tritacarne che è quella donna 50enne, solo anagraficamente.

Spero che il mio utero non ne abbia risentito, perché ho passato un paio d’ore al limite del surreale.

Ad essere persone oneste sembra che non ci si guadagni mai…

Sempre più vicine

Così vicine che la tensione inizia a farsi sentire.

Mercoledì e venerdì sono tornata in Ospedale.
Ogni sera dallo scorso sabato ho fatto le iniezioni come prescrittomi dalla dottoressa che, durante le due visite di controllo, con una ecografia ha verificato che tutto procedesse come sperato.

Tuba sinistra, quella buona. Ok, ottima notizia.
E ora?

Altre iniezioni, 2 altri prodotti che ho ordinato e acquistato in farmacia da utilizzare domenica e lunedì notte.
E mercoledì a mezzogiorno sarò di nuovo in Ospedale per il nostro primo tentativo.

Provo a non pensarci troppo perchè tutto diventerebbe più strano di quanto non lo sia già, ma ormai siamo davvero a un passo…

Mandateci tutti i vostri pensieri positivi perchè mercoledì la nostra vita potrebbe cambiare.

malva-rosa

Tragici strascichi del 2017

Una notte di Capodanno tranquilla: giornata passata assieme ai fornelli, esperimenti culinari vegani ottimamente riusciti, un’amica a cena, il brindisi e a letto presto dato che la sveglia per me suonava alle 7.

Una giornata passata mollemente, al lavoro, tra i miei soliti compiti.

Poi a casa, di nuovo insieme a Sara e, di colpo, il fulmine a ciel sereno…Alessia è scomparsa…tutto si è accelerato: il rincorrersi di messaggi tra amici, la ricerca di aggiornamenti, scoprire a grandi linee quanto è accaduto la notte di Capodanno, giusto prima che iniziasse il 2018 e non riuscire a capacitarsene.

Le ore che passano, le speranze che si fanno flebili, il cuore, che in fondo in fondo non riesce ad arrendersi all’evidenza, le ricerche che continuano senza esito. Un altro giorno che si chiude con Sara che si sente male (i due zii morti tragicamente in un paio di mesi e ora questo…troppo, tutto assieme). Io che non riesco a dormire, inferocita contro i morbosi avvoltoi che dopo che la notizia ha fatto il giro delle testate locali e nazionali si lanciano in congetture senza sapere, senza conoscere, riempiendo il suo profilo Facebook disgraziatamente aperto di commenti idioti, vili, beceri, sgrammaticati, fintamente vicini, dandomi una profonda e rabbiosa nausea.

Il 3, il compleanno di Sara, 33 anni.

Io di nuovo in ufficio e poco prima dell’una la notizia: forse un corpo è stato rinvenuto nelle acque fredde lungo la Riviera ligure. E poi la conferma: sei tu, Alessia.

Il desiderio di essere a casa con mia moglie, di tenerla fra le braccia e invece dover attendere le 5…accompagnarla poi a far stampare una foto di quella “molto più di una sorella” che tempo prima l’aveva allontanata e che aveva deciso di togliersi la vita, e vederla poi combattere contro il dolore che questo le stava causando.

La necessità di ricordarle che, in ogni caso era il suo compleanno. Attenermi ai piani, farmi bella per lei, truccarmi persino e portarla in un ristorante decisamente al di sopra delle nostre possibilità, per cui avevo risparmiato.

Vederla mangiare di gusto e sorridere di cuore: il regalo ha finito per farlo lei a me.

Che il desiderio che hai espresso, proprio ieri per il tuo compleanno, diventi realtà, amore mio. Questo ti auguro, per il nostro già così faticoso 2018.