Vacanze. Vacanze finite.

Io e te nell'Oceano

Tre settimane lontane dall’ufficio, due in viaggio con te.

Un altro luogo prima sconosciuto in cui condividere nuove esperienze.

Relax, l’Oceano, gli ultimi giorni già desiderando avere di nuovo Ebony in grembo…

Il tempo che scorre veloce, e noi di nuovo tra queste mura.

La nostra quotidianità è stata immediatamente rotta dall’arrivo di suocera e nipote acquisito in visita; faccio ancora più fatica a riprendere i ritmi che normalmente mi permettono di sopravvivere ai miei orari di lavoro; i giorni si rincorrono stanchi nell’attesa del prossimo fine settimana…

Con un occhio guardiamo però già a dicembre, quando pesteremo di nuovo il suolo italiano per qualche giorno.

Siamo emigrate. Siamo nomadi sedentarie. E anche quando, come in questi giorni, la stanchezza ci fiacca, sappiamo che alla fine della giornata un bacio finirà sempre per salvarci.

Sabbia nera e luce

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Riflessioni in penombra

Darkness

Da sola, qui, al buio. Non mi va di aprire la persiana e con la sola illuminazione del computer ho l’impressione di riuscire a ragionare meglio.

Penso agli ultimi giorni in cui, per qualche ragione che al solito faccio fatica a delineare completamente, il mostro dentro di me ha bussato ripetutamente alle porte del mio sentire.

Lo stress sul lavoro è cresciuto esponenzialmente in pochissimo tempo, la sensazione di essere in trappola, di trovarmi sempre più distante, di nuovo, dai miei sogni è tornata palpabile (lo fa, periodicamente, a ondate implacabili e solo in alcune occasioni riesco ad ignorarla).

I mesi e gli anni passano, io invecchio, non mi vedo come vorrei, non mi trovo dove realmente desidererei essere. Ho smesso di scaricare il peso dei miei pensieri sul cibo, o, per lo meno, ho molto più controllo sulla gestione del problema, ma non ho altre reali valvole di sfogo che non mi danneggino: non posso andare in palestra, non posso pagarmi il corso di lingue che desidero, non posso più fare quello che, fossi sola, avrei senz’altro già fatto da lungo tempo (mollare il mio lavoro attuale e buttarmi nuovamente nel mal pagato campo veterinario). Ho una famiglia, ho delle responsabilità, pesanti e pressanti.

Cerco di spostare il fuoco su ciò che ho, sulle fortune (diamine sono in ferie! sto per fare un altro splendido viaggio! ho una persona che mi ama al mio fianco! una famiglia che mi vuole, a suo modo, bene!), ma il mostro è famelico e lo conosco così bene…non permette distrazioni, scivola tra le pieghe della felicità e insinua, calpesta, soverchia.

Non mi sento in pericolo, ho costruito scudi spessi, li so sollevare, ma quel piccolo magone tra un pensiero e l’altro, quella lacrima che sfugge guardando un bel cane per strada, sono tutti segnali che ho imparato a riconoscere e che mi mettono in guardia.

Sorridi, Chiara. Che un sorriso da sempre inizio a rivoluzioni.

Ferie!

Tanto attese, tanto sudate e ora qui! È solo il mio secondo giorno di ferie e ho 3 intere settimane davanti in cui godrò ogni istante, in cui sballerò molto probabilmente i miei soliti ritmi e passerò più tempo possibile con Sara.

Giovedì notte partiremo alla volta di Tenerife: è la nostra prima volta su quell’isola e siamo eccitatissime all’idea di esplorarla tutta!
Come sempre due settimane senza Ebony saranno dure, ma è in buone mani e al nostro ritorno l’aspetta un supplemento extra di coccole.

Per finire, al nostro ritorno mancherà una sola settimana all’appuntamento con la dottoressa, sperando le notizie continuino ad essere buone come lo sono state fino ad ora.