Step 0.5

Febbraio 2017

Ecografia e esami del sangue.

Tutto regolare, anche se alcuni valori sono un po’ bassi: bisogna ripeterne di più mirati.

Strada tortuosa e accidentata davanti, strapiombo su entrambi i limiti della carreggiata. 

L’obiettivo sei tu, tu, nella mia mente da tanti, tanti anni, nel mio cuore da sempre e nel nostro da quando ci definiamo famiglia.

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Umanità

Autista del bus.

La vedo accogliere ogni persona che sale con un saluto e un sorriso.

Partiamo, vede una persona anziana con il bastone che si avvicina alla porta per prepararsi a uscire alla fermata successiva. 

Rallenta si sporge, dice alla signora di non preoccuparsi, di sedersi pure, che la avviserà quando arriverà alla sua fermata e che aspetterà tutto il tempo necessario. Altri passeggeri l’aiutano a sedersi di nuovo. Arriviamo alla fermata della signora e l’autista fa quanto promesso. Poi ricomincia ad accogliere i nuovi passeggeri.

Sorrido.

Siamo arrivate. Ma devo fare una cosa prima di scendere : mi avvicino all’autista, la ringrazio per essere com’è in questa selva di indifferenza e scortesia.

Si sorprende, mi augura buona giornata. 

Scendiamo.
L’umanità oggi ha deciso di stupirmi.

Manuel

Uscita dalla sala. Mi siedo perché ho le vertigini e le lacrime agli occhi, con Sara accanto.

Di fronte a me si siede un signore anziano. Mi chiede se mi sento bene. Minimizzo, dico che sono solo un po’ “mareada”. Mi dice che lui no, che lo hanno svegliato e lui si è alzato subito e che sarebbe andato a prendere la macchina. Gli chiedo se è da solo, mi risponde che sì, che sua moglie è da dieci anni sulla sedia a rotelle e che lui si prende cura di lei e che adesso la nipote è rimasta con lei mentre lui è venuto all’ospedale. Gli chiedo se se la sente e lui “Claro!” (con quella intonazione che adoro, -chi vive qui mi capirà-).

Mi dice che gli han tolto dei polipi e che aspetterà i risultati, ma che non si preoccupa, che ha già un cancro alla prostata e le orecchie che gli fanno male costantemente, ma che è inutile abbandonare il sorriso: si fa quel che si può con quel che si ha.

Poi mi dice che il medico gli ha anche consigliato l’uso di marijuana per alleviare le conseguenze di quello che ha e mi dice che però si sente in imbarazzo alla sua età ad andare in una associazione. Gli dico che io non fumo, ma gli spiego quel poco che so, gli spiego del CBD e del suo uso medico e del beneficio che ne trarrebbe. Gli dico di non preoccuparsi, di prendere coraggio e di andare a chiedere per lo meno informazioni e che se vuole può assumerla anche tramite alimenti, invece che fumarla. Si illumina ancora di più, se possibile, poi si alza, ci da la mano. Io mi presento “Mi chiamo Chiara”, se lo fa ripetere. “Il mio nome è più semplice: Manuel”. Sorride, mi dice che siamo adorabili. Gli auguro tutto il meglio per la sua vita, lui contraccambia con una splendida luce negli occhi.

Certi giorni, malgrado tutto, la vita è davvero meravigliosa.

Grazie Manuel.