Voglia di star bene

E niente.

Mesi di malessere, dolori, ma anche tanta caparbietà per rimanere in piedi e continuare a sorridere e non crollare sul lavoro.

La stanchezza si fa sentire ogni giorno di più e nonostante questo sono qui, alle 2 del mattino, sfinita senza riuscire a chiudere occhio. Non so più che fare…

-2 settimane agli esami.

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Insopportabile impotenza

Avevo iniziato un percorso: desideravo contribuire ad alleviare la sofferenza di esseri più elevati dell’uomo sotto tanti punti di vista e più indifesi perché alla sua mercé. Ci ero riuscita. 

Poi mille passi indietro, e ad oggi ogni giorno mi ritrovo a piangere di fronte a troppa sofferenza, egoismo, alle stupide convinzioni  degli essere umani, figlie di diritti acquisiti senza merito.

Sono frastornata, stare a guardare non mi si confà…

E di nuovo, ai blocchi di partenza, rifletto su come poter dare, anche fosse piccolo, il mio contributo.

Clic

Possedessi una macchina fotografica degna di questo nome vedreste:

– due gabbiani che, sulla cima del campanile della chiesa di Plaça de Castilla si puliscono a vicenda il becco dopo la lauta colazione, dandosi chiare indicazioni “un po’ più in su, lì a destra…” a gran voce

– il piccione che, come ogni attore che si rispetti, prova in solitudine la sua parte da fenicottero in equilibrio su una zampa per il recital di questa sera

– il parrocchetto verde che volando in direzione Universitat raso teste maledice a mezza voce il vento contrario.

Accontentatevi della descrizione.

Energie

Al lavoro, una giornata come un’altra.

Una pausa, un paio di colleghe e due ancora. Parlano loro, io ascolto, rido, sorrido.

Mi sento euforica, di quella euforia che chiude delicatamente la gola per la delicata commozione.

La loro energia mi ha penetrato la pelle, la carne, le ossa.

Finisco la giornata, scrivo un messaggio ad una di loro per un grazie dovuto: le belle persone cambiano l’esistenza di chi le circonda semplicemente essendo sé stesse.