Consigli di lettura, ovvero: come esplodere in risate intempestive in ogni angolo della città

Amo leggere.
Mi correggo, amo leggere libri che mi catturino, mi facciano loro, mi permettano di entrare in altri mondi, in altre ere, in altre vite, mi strappino via dalla realtà e siano capaci di avvolgermi con le loro parole, stretta stretta. Amo quei libri che, quando scorrendo con le dita le sempre troppo poche pagine che mancano alla fine, ti accorgi che stanno già iniziando a mancarti, come un amico con un biglietto di sola andata per un Paese lontano.

Il mio amore per i libri ha, negli ultimi anni subito una brusca battuta d’arresto: a differenza di una delle mie più care amiche, divoratrice seriale di libri (se ne scofana una manciata al mese), io non amo leggere rapidamente. Lascio che le parole scorrano una a una dalla mente alla lingua e le assaporo come un somelier con un buon vino, ne saggio peso, lunghezza, complessità.
E per farlo devo essere lucida: la sera, dopo il lavoro non è spesso quindi per me il momento migliore, con il crollo post-cena dietro l’angolo e un piede già nel letto.
Le mie letture sono quindi relegate ai percorsi casa-lavoro lavoro-casa, alle attese dal medico, e a tutti quegli scampoli di tempo che mi ritaglio qua e là appena posso.
In più, il fatto di essermi trasferita di Paese in Paese più volte e sempre con una sola grande valigia al seguito che conteneva la maggior parte della mia vita, non mi ha permesso di includere libri nei miei bagagli, malgrado fosse tra i miei desideri. Ogni volta quindi ho dovuto dire addio alle centinaia di volumi della libreria nella mansarda dei miei genitori e pensare a costruirmene ogni volta un’altra microscopica collezione, ormai non più solo mia, ma nostra.

Il fatto che le finanze siano un problema costante poi, non mi permette di dedicare molti fondi ai libri. Una volta ogni 2 o 3 mesi però (quando va bene) rinunciamo alle già scarse uscite e ci mettiamo su Internet a spulciare le nostre Liste dei Desideri su Amazon.

Cerchiamo i libri in offerta, i libri usati e componiamo una piccola lista, un clic sul carrello e via! In pochi giorni il nostro prezioso carico arriva a destinazione.

Ed è proprio da pochi giorni che ho terminato di leggere uno dei libri di questo ultimo pacco (il primo in terra spagnola).

Ero innamorata di questa splendida donna da parecchio: ero già (e sono) una sfegatatissima groupie del suo blog https://tiasmo.wordpress.com/
Su Facebook non facevo che condividere citazioni dei suoi pezzi, link, invitando come una novella “Testimone di Tesio-va” tutti i miei contatti a seguirla, a divertirsi con me, a gioire (con o senza sottofondi di Gospel e ritmiche battute di mani) di ogni nuovo post pubblicato.

Poi il libro.
Lo vedevo passare sulla mia bacheca, scorrevo le parole delle lettrici entusiaste che le scrivevano complimenti e io rodevo e rodevo ancora perchè dovevo attendere chissà quanto prima di avere la possibilità di tenerlo fra le mani.

Ma il momento è arrivato.

Ogni pagina è stata un crescendo di entusiasmo, conferme, risate, commozioni mal trattenute…sulla metro facevo sobbalzare ignari compagni di vagone ad ogni risata maldestramente esplosa da bocca e occhi, prima che mi fosse possibile modularla.
Prima di andare a dormire prendevo i più bei passi letti durante la giornata e li ripetevo ad alta voce a Sara per renderla partecipe e ritrovando immancabilmente le stesse emozioni che con medesima intensità mi investivano ancora e cercando nello stesso tempo di non andare mai troppo in là nelle righe, per non sciuparle la prossima lettura con spoiler eccessivi.

Adoro la sua ironia, pungente, intelligente, mai (neanche una volta , sul serio eh, ha dell’incredibile!) scontata. Adoro i giochi di parole. Adoro il suo babysitter poeta logorroico e adoro i suoi figli, che mi regalano sogni di future generazioni migliori. Adoro il suo rapporto con la sua migliore amica, perchè nelle sue conversazioni con lei ritrovo gli scambi che c’erano un tempo fra me e la divora libri (che mi ha già ringraziato per averglielo consigliato), anche lei ora mamma, molto simile peraltro nella sua relazione con il mio meraviglioso nipotino acquisito ad Enrica/Dora.

Ed è per tutte queste ragioni e tante altre che scoprirete voi stessi che consiglio la lettura di questa boccata d’aria fresca in pagine e inchiostro: “La verità, vi spiego, sull’amore” di Enrica Tesio.
E una cosa ve la posso assicurare: mi ringrazierete.

La verità, vi spiego, sull'amore

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Piccole torture periodiche

Spiacevoli eredità familiari hanno obbligato me e mio fratello a periodici controlli medici: esami che, normalmente, si iniziano ad affrontare al compimento dei 50 anni, sono diventati nostra routine ai 30.
Questa sarà la mia terza volta.

30. Piccola rimozione di un polipo maligno.

31. Tutto ok.

34.
Sono al terzo giorno di preparazione per la colonscopia. Ho una fame che azzannerrei le coscette secche di Sara ogni volta che mi passa sotto il naso. Eliminando frutta e verdura di cui mi nutro quotidianamente, non mangiando carne, e quasi mai pesce rimane ben poco che mi sia permesso ingerire in queste calde giornate estive: riso, uova, patate bollite, pane bianco.
Bevo acqua per cercare di tappare la voragine e cerco di non fare troppo la lagna, che in fondo dopodomani sarà tutto finito o quasi.

L’esame è martedì e domani sera inizierà la parte tosta: dopo una giornata di dieta liquida, ingerire la schifosissima preparazione pre-esame (2 litri in 2 ore). Poi, se va bene, 4-5 ore di sonno e tutto da capo al mattino alle 6.30 prima di avviarmi verso l’ospedale. Sedazione, esame e soliti 2 giorni di dolori. Mi stanca il solo pensiero. Ma, ribadisco, c’è di molto molto peggio.

Il regalo che mi ha fatto questo esame è stato importantissimo: in collegamento Skype con mia mamma, ha chiesto di poter parlare con Sara per la prima volta…lei era discretamente imbarazzata ed entrambe siamo rimaste di stucco. Voleva premurarsi di dirle di aggiornarla su come andrà l’esame e di starmi accanto, che sarò uno straccio per un po’.
Un piccolo miracolo che mi ha fatto immediatamente pensare come tutto il male non venga davvero per nuocere.

Spero che, alla fine, il responso sia buono e di potermi sentir dire, finalmente, quella stupenda frase che ancora non ho mai sentito fino ad ora: “Ci rivediamo tra 5 anni”.

Sarebbe un’altra splendida ricompensa.

Diversamente giovane?

E’ ormai parecchio che in questa casa si va avanti con un solo stipendio.
Raramente ci sono soldi per extra, per divertirci un po’ al di fuori di casa, supermercato, lavoro/ricerca del medesimo, perciò, ovviamente mi sono dovuta arrangiare e, non potendo permettermi di andare in palestra, tempo fa ho iniziato a cercare di allenarmi in casa.
Non sono una persona costante quando si tratta di attività tra le mura di casa: tenere in ordine, pulire mi costa sempre uno sforzo sovrumano…e l’attività fisica che, in potenza, è una delle mie antiche manie mai del tutto sopita, non fa eccezione: un conto è prepararmi e spostarmi verso una palestra dove non posso far altro che sudare e dare il mio meglio. Un conto è far partire video su un computer e sforzarsi di: non guardare la gatta che ha trovato la nuova posizione acrobatica per leccarsi, controllare chi mi ha lasciato un messaggio sul cellulare, pensare alla lista della spesa…

Tempo fa trovai i video di un folle che mi coinvolse e mi schiavizzò per un po’: Insanity Workout.
Sudavo, imprecavo, mi sfinivo, ma i risultati si vedevano eccome e così il belloccio istruttore ha rischiato per qualche tempo di diventare il mio nuovo guru.
Poi il ginocchio ha sussurrato al mio orecchio che no, saltare più di 300 volte come un grillo a destra e manca ogni santo giorno, non era più una attività tollerata dalla mia vecchiaia incipiente. E così ho dovuto, a malincuore, smettere.

Sono poi arrivati i traslochi, l’infortunio alla spalla, per cui forse inizierò una riabilitazione di qualche tipo questo mese, i miei soliti sbalzi di peso e ora, mi guardo allo specchio e di nuovo non mi riconosco.

Seguendo quindi il consiglio di mio fratello, ho iniziato a dare un occhio ad un nuovo sito, tramite la sua iscrizione, per rimettermi in moto.
Questa volta ho scelto il low impact (che non vuol dire che non ti faccia stramazzare al suolo di fatica, ben inteso) e speriamo che Fitness Blender si riveli all’altezza delle aspettative.

Primo giorno di allenamento fatto. 8 settimane davanti. Vedremo se vincerò io o la mia pigrizia.

E ora…doccia sei mia!!!