Se solo fosse fatto di carta

Oggi ho preso “in mano” questo mio diario.

Ho un progetto che mi ha portato a riflettere sull’opportunità o meno di esporre il mio io a un pubblico più ampio.
Ne ho scorso le pagine, una a una.

Questo blog è stato una piccola ma solida ancora: sufficientemente sfrontato da essere pubblico, abbastanza impopolare da farmi sentire al sicuro. In esso ho riversato gioie, esperienze, ricordi, quotidianità, ma soprattutto dolore, frustrazioni, gelosie…
E come sempre succede, quando riprendi in mano un vecchio diario, quelli con quei piccoli lucchetti e le chiavi tutte uguali (ma davvero credevamo che fossero inaccessibili agli occhi indiscreti?), ne noti gli spigoli, le frasi di cui ti sorprendi un po’ di esserne stata l’autrice, quelle che ancora ripeteresti…

A tratti sono stata arrabbiata con mia madre, con mio padre, con me stessa, con mio fratello. Tanta rabbia, tanto dolore. Non disconosco nulla. Sono stati tutti sentimenti che mi hanno investita, travolta in alcuni momenti…e le mie parole su queste pagine, anche quelle di cui non vado particolarmente fiera per la loro eccessiva durezza e schiettezza spesso non necessaria, mi hanno in ogni caso sempre aiutata. Questo blog è stato la mia valvola di sfogo, la mia terapia (la seconda davvero riuscita). Non credo di esagerare se lo definisco, in alcuni momenti in particolare, in un certo senso, la mia salvezza.

Ascoltarsi.
Spesso non siamo in grado di farlo. Io per lo meno non ho mai padroneggiato quest’arte. Ma mi sono sforzata tanto per impararla e metterla in pratica.
E oggi grazie a questi sforzi posso dire di conoscermi un po’ di più.

E’ ascoltandomi a fondo e dando sfogo, proprio fra queste righe, a tutta la negatività che mi ha pervaso, che ne ho esorcizzato una parte, quella fetida e velenosa, quella che forse, chissà, avrebbe finito per uccidermi.

Quindi sì, chiedo scusa alle persone che amo per non aver discretamente tenuto per me tutto quanto mi passava per la testa o di aver usato WordPress anzichè una penna, ma vorrei anche che fosse loro chiaro che forse, senza quei fiumi di parole, scritte in questo modo e a tratti molto dure (ma che, ahimé, rispecchiavano sempre in pieno ciò che provavo quando le ho scritte) oggi non sarei qui. Letteralmente.

E ora?

Adesso sento una atroce mancanza dei miei genitori, che desidererei abbracciare con tutta me stessa.
Vorrei passare ore a sentirmi prendere in giro da mio fratello e tenerlo stretto per un po’.
Ora vivo la mia quotidianità, finalmente SERENA con la donna che amo.
Non sono affatto una donna risolta: centinaia i dubbi. Migliaia le sfide davanti, milioni i sogni ancora da vivere o vedere infrangere. So che le sofferenze non sono finite. So che il futuro non è solo stelle e cuoricini. Ma quelli che ho nel mio presente me li sto godendo. E lo faccio con grande leggerezza perchè SO di essermeli  guadagnati.

Finito di sfogliare ho preso la mia decisione.
Ho quindi per ogni gentile lettore nuovo che dovesse mai raggiungere questa mia raccolta di pensieri e sensazioni una importante richiesta.

Siate delicati
C’è una persona reale dietro questo schermo una persona che, nonostante il suo rapporto talvolta conflittuale con la sua famiglia, darebbe la vita, il cuore, l’anima per lei. Una donna forte, ma anche estremamente (o anche esageratamente) sensibile. Un’anima nuda.

Un’anima, però, finalmente Felice.

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