Due lingue diverse

Hai passato 5 giorni al mare con la tua metà, solo un paio con il bel tempo, uno in compagnia di una coppia di amici insieme ai quali hai anche passato il giorno del Gay Pride, a Milano, seguendo la sua coloratissima Parata; stai per salutare i genitori che andranno a loro volta al mare (ancora non ho capito fino a quando) e cosa potrebbe rovinare questo idillio?

Ovvio: mia madre che “facendo pulizia” (leggasi: aprendo ogni foglio e documento accatastato su ogni ripiano possibile) trova la copia del consenso alla pubblicazione delle foto della cerimonia di Civil Partnership mia e di Sara che avevo inviato ad una associazione di cui facciamo parte.

Ne segue una discussione che come al solito mi ha fatto male al cuore e in cui mi è stato di nuovo ricordato come tutta la mia vita sia stata costellata da decisione prese istintivamente e senza riflettere (andare a vivere con un ex fidanzato che odiavano, anche se dopo due anni, partire in Brasile con lui, anche se non sanno che è stato perchè non poteva rinnovare il permesso di soggiorno e dal momento che ero a mio avviso troppo giovane per sposarmi, volevo provare a costruire il nostro futuro nella sua patria -e neanche sanno il dolore che ho provato là, la delusione di vedere un progetto di vita quotidianamente infranto e il sentirmi dire asetticamente “Non ti ho mai amato” pochi giorni prima che tornassi per regolarizzare la mia posizione là…-; il fatto che un giorno hanno dovuto accettare  in casa un mio ex che mi venne a trovare per un giorno e una notte, tralasciando che in quel periodo e per lunghi anni a seguire fu solo ed esclusivamente un mio amico e solo dopo anni e anni diventò qualcosa di più, “ma tu a quel tempo volevi altro” -ah beh, allora…-; gli altri fatti ha preferito non citarli, ma li conosco a memoria), ha aggiunto il mio matrimonio al suo personale elenco delle mie cazzate, sicuramente, sottolineando come io, instabile come sono, non abbia mai pensato a prendere una decisione del genere, sposarmi, in sette anni di relazioni con il mio ex (le ho fatto notare che io lo desideravo e lui no), che sono nella mia vita andata più volte in terapia (già…se dovessi davvero raccontarle quante volte e tutti i perchè non potrebbe far altro che abbracciarmi e chiedermi come ho fatto a riprendermi così bene…ma lasciamo stare…e lasciamo stare che ho tenuto tutto per me proprio per non causare loro dolore..), e che se avessi un po’ di testa avrei fatto passare parecchio più tempo prima di prendere una decisione del genere…mi ha detto anche che li ho sempre messi davanti a fatti compiuti e che nonostante tutto non mi hanno mai impedito nulla nella mia vita…

Vero.

Ma se a tutt’oggi sia loro che mio fratello, non comprendendo le mie scelte e i loro perchè (malgrado quanto pensino infatti non ho MAI preso decisioni d’impulso, senza ragionarci, non ne sono mai stata il tipo) e non fanno che rinfacciarmele ogni volta che secondo loro non sto comportandomi in modo irreprensibile, che senso ha?

Prima di uscire mia madre mi ha detto: “Nonostante le nostre incomprensioni, ricordati che ti vogliamo bene.”

Sara mi ha detto di essere positiva, che la sua ultima frase dimostra quanto fortemente stia provando a comprendermi.
Forse ha ragione lei, ma io non riesco ad essere tranquilla…non riesco…

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6 pensieri su “Due lingue diverse

    • Vero, generazioni che si incontrano e scontrano.
      Mi auguro solo, se un giorno avrò un figlio, di non metterlo mai nelle condizioni di non poter essere sè stesso con me e mia moglie, o di credere che sia più importante compiacere qualcun’altro piuttosto che esprimersi nella sua individualità.
      Mi batterò sempre e con ogni mezzo per permettergli di lottare per la sua felicità, nel rispetto del prossimo, qualsiasi cosa questo comporti.

  1. A me suona sempre come un ricatto morale quando una persona prima mi massacra per le mie scelte e poi mi ricorda di volermi bene. Mi viene da pensare che del voler davvero bene ad una persona fa parte anche il saperne accettare le scelte anche se non le condividiamo senza dover costantemente scendere in inutili puntualizzazioni. Con questo non voglio criticare tua madre. E’ solo un’idea di carattere generale.
    Buona fortuna 🙂

    • E’ esattamente per quello che ho il cuore confuso…

      So quanto mi amano, a loro modo, e so anche che caratterialmente siamo molto differenti…
      E proprio in quanto differenti riconosco che personalmente non potrei mai agire allo stesso modo.

      A volte mi rendo però anche conto che quando scrivo della mia attuale situazione mi è sempre difficie inquadrarla nel dettaglio…troppo passato dovrebbe essere tirato in ballo, troppe considerazioni dovrebbero andare ad implementare quello che dico e come è ovvio espongo sempre il mio punto di vista (mi è a volte davvero impossibile ribaltare i piani).
      Io stessa spesso fatico a venirne a capo.

      L’unica cosa di cui sono sicura è che oggi, a 33 anni, sono più forte di 15 anni fa e le ferite che un tempo sanguinavano copiosamente e si riaprivano ad ogni dosso, oggi so bene come medicarle e tenerle sotto controllo. E per me non è davvero cosa da poco.

      Grazie per il tuo augurio, un abbraccio!

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