Non sono razzista ma… 12 FAQ sui rifugiati (seconda parte)

…e la seconda, imperdibile parte

Yeni Belqis

Ecco la seconda puntata delle 12 FAQ sui rifugiati, realizzate in collaborazione con Luigi Narducci. Buona lettura!

P.S. La vignetta è sempre di Mauro Biani.

7. Non siamo in condizione di accogliere i profughi, non ce lo possiamo permettere.
Chi arriva in Italia in fuga da una guerra (come quella in Siria) o da persecuzioni ha diritto di chiedere protezione. Lo dice la convenzione di Ginevra, svariate normative europee, la legge italiana. “Ma non possiamo accoglierli tutti” è un’obiezione, nel caso dei rifugiati, semplicemente non pertinente. Tra l’altro da noi ne arriva davvero un numero modesto, in termini assoluti e in termini relativi. I dati parlano da soli: 27.830 domande d’asilo presentate in Italia nel 2013. In Francia ce ne sono state 64.760, in Germania 126.705.
Ci sono cose che vanno fatte perché non è possibile non farle, come salvare vite di persone innocenti che peraltro, per il diritto internazionale…

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Non sono razzista ma… 12 FAQ sui rifugiati (prima parte)

Un articolo davvero meraviglioso e ricco di dettagli su un altro comunissimo tipo di discriminazione, quella razziale e sui luoghi comuni di cui l’italiano medio (e il politico di destra/estrema destra medio, sapendo benissimo di mentire) ama riempirsi la bocca

Yeni Belqis

Il mio amico Luigi mi ha sfidato a raccogliere in 12 FAQ una prima infarinata di informazione corretta sui rifugiati. Ho fatto del mio meglio, perché l’esperienza mi suggerisce che c’è un grande bisogno di chiarezza su questi temi, vista anche l’insistente circolazione di bufale, pregiudizi e strumentalizzazioni. 

Ecco qui, dunque, il primo risultato di questa impresa a quattro mani. Spero apprezziate!

P.S. La vignetta è di Mauro Biani, che quest’anno su questo tema sta dando il meglio di sé. 

1. Basta chiamarli profughi o richiedenti asilo: sono clandestini che vengono in Italia pensando di trovare una migliore sistemazione.
Falso. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) ha sottolineato in più occasioni che gli arrivi via mare sono composti in gran parte da persone in cerca di protezione, soprattutto siriani ed eritrei, in fuga dalla guerra e da gravi violazioni dei diritti umani. Queste persone non…

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Due lingue diverse

Hai passato 5 giorni al mare con la tua metà, solo un paio con il bel tempo, uno in compagnia di una coppia di amici insieme ai quali hai anche passato il giorno del Gay Pride, a Milano, seguendo la sua coloratissima Parata; stai per salutare i genitori che andranno a loro volta al mare (ancora non ho capito fino a quando) e cosa potrebbe rovinare questo idillio?

Ovvio: mia madre che “facendo pulizia” (leggasi: aprendo ogni foglio e documento accatastato su ogni ripiano possibile) trova la copia del consenso alla pubblicazione delle foto della cerimonia di Civil Partnership mia e di Sara che avevo inviato ad una associazione di cui facciamo parte.

Ne segue una discussione che come al solito mi ha fatto male al cuore e in cui mi è stato di nuovo ricordato come tutta la mia vita sia stata costellata da decisione prese istintivamente e senza riflettere (andare a vivere con un ex fidanzato che odiavano, anche se dopo due anni, partire in Brasile con lui, anche se non sanno che è stato perchè non poteva rinnovare il permesso di soggiorno e dal momento che ero a mio avviso troppo giovane per sposarmi, volevo provare a costruire il nostro futuro nella sua patria -e neanche sanno il dolore che ho provato là, la delusione di vedere un progetto di vita quotidianamente infranto e il sentirmi dire asetticamente “Non ti ho mai amato” pochi giorni prima che tornassi per regolarizzare la mia posizione là…-; il fatto che un giorno hanno dovuto accettare  in casa un mio ex che mi venne a trovare per un giorno e una notte, tralasciando che in quel periodo e per lunghi anni a seguire fu solo ed esclusivamente un mio amico e solo dopo anni e anni diventò qualcosa di più, “ma tu a quel tempo volevi altro” -ah beh, allora…-; gli altri fatti ha preferito non citarli, ma li conosco a memoria), ha aggiunto il mio matrimonio al suo personale elenco delle mie cazzate, sicuramente, sottolineando come io, instabile come sono, non abbia mai pensato a prendere una decisione del genere, sposarmi, in sette anni di relazioni con il mio ex (le ho fatto notare che io lo desideravo e lui no), che sono nella mia vita andata più volte in terapia (già…se dovessi davvero raccontarle quante volte e tutti i perchè non potrebbe far altro che abbracciarmi e chiedermi come ho fatto a riprendermi così bene…ma lasciamo stare…e lasciamo stare che ho tenuto tutto per me proprio per non causare loro dolore..), e che se avessi un po’ di testa avrei fatto passare parecchio più tempo prima di prendere una decisione del genere…mi ha detto anche che li ho sempre messi davanti a fatti compiuti e che nonostante tutto non mi hanno mai impedito nulla nella mia vita…

Vero.

Ma se a tutt’oggi sia loro che mio fratello, non comprendendo le mie scelte e i loro perchè (malgrado quanto pensino infatti non ho MAI preso decisioni d’impulso, senza ragionarci, non ne sono mai stata il tipo) e non fanno che rinfacciarmele ogni volta che secondo loro non sto comportandomi in modo irreprensibile, che senso ha?

Prima di uscire mia madre mi ha detto: “Nonostante le nostre incomprensioni, ricordati che ti vogliamo bene.”

Sara mi ha detto di essere positiva, che la sua ultima frase dimostra quanto fortemente stia provando a comprendermi.
Forse ha ragione lei, ma io non riesco ad essere tranquilla…non riesco…