1 passo avanti 100.000 indietro.

Pubblicato 30 maggio 2014 da Chiara's way

Mia madre questa mattina ha tenuto a farmi sapere che dovevo solo accettare, come già le avevo anticipato giorni fa (ma alla cui notizia, in quel momento non aveva prestato evidentemente sufficiente attenzione), l’unico lavoro certo che è comparso all’orizzonte, ovvero la gestione di un Ostello affidato a Sara per i mesi di luglio e agosto in un paesino qui vicino, per far naufragare il suo matrimonio.

E il tutto sapete per che motivo? Perchè proprio quel posto è frequentato dai loro amici, nella stagione estiva, i loro amici cattolici. I loro amici della chiesa. I loro amici che dopo il Capodanno del 2012 hanno pensato bene di evitare di farsi una bella paccata di cazzi loro e mi hanno reso la vita un inferno per settimane.

Ha pianto, mi ha detto che sta notte non ha dormito per scegliere le parole giuste con cui parlarmi (devo dire che la scelta è stata davvero accurata……), mi ha detto che non capisco, che la sto mettendo in una situazione atroce, che, che che…
Alla fine, vedendomi allo stremo delle forze mi ha detto: “Non posso vederti così, fai quello che vuoi. ”
Come se, dopo avermi detto una frase del genere, potessi dimenticarla, potessi semplicemente ignorarla.

Senza di me Sara non potrà accettare il lavoro, perchè non può permettersi di assumere nessuno.
Senza di me non potrà guadagnare quei soldi che ci sono fondamentali per pensare a poter fare qualcosa per noi, passata l’estate.
Senza di me si affossa l’unica fonte sicura di reddito all’orizzonte, da mesi a questa parte.

Io ho inanellato una quantità notevole di crisi isteriche, chiusa in bagno, con i palmi delle mani viola a forza di sbatterli contro il muro per evitare di veder la mia rabbia sfogarsi in altri modi maggiormente autodistruttivi.
Poi mi sono calmata.
Ho scritto a mio fratello e alle persone che mi sono più care cercando un aiuto, conforto. Che è arrivato, dai miei amici, dal mio amore.
Mio fratello invece ha pensato bene di iniziare a elencarmi tutte le mie mancanze e tutte le cose che nella mia vita mi hanno portato ad essere nel casino in cui sono ora, dal suo punto di vista. A quanto fosse evidente che non abbia mai ragionato sulle mie scelte, alla mia incapacità di programmare alcunchè a medio o lungo termine, al mio mostrare alla mia famiglia che sono sempre una bambina in fondo problematica e che non sono mai cresciuta davvero. Mi ha detto di ammettere le mie mancanze. Mi ha detto di non fare la vittima, quando stremata da tutte quelle parole tutt’altro che di conforto non reagivo come per lui avrei dovuto. Poi mi ha detto che non ho dimostrato di fare abbastanza per emanciparmi dalla situazione attuale. Che lui quando non aveva un lavoro ha lavato piatti, distribuito volantini (come se io non avessi mai fatto nulla, o non mi fossi mai trovata a non aver letteralmente da mangiare perchè ero senza soldi nonostante le nottate a fare la cameriera, per non dipendere dai miei, o come se ora non mi sia proposta per qualsiasi, QUALSIASI lavoro possibile).
Mi ha detto che se ho fatto delle scelte mature devo seguirle e se vorrà dire litigare con i miei litigherò.
Già, come se non ci fossi già passata. E soprattutto come se nella mia scelta di vita potessi semplicemente ignorare mia madre che mi piange davanti e quelle fatidiche parole.
“Se vuoi far finire il mio matrimonio…”
Poi mi ha detto che è dalla mia parte e che mi vuole bene.
E meno male che lo so, altrimenti avrei aperto la finestra della mansarda e avrei considerato il da farsi, per come mi sentivo in quel momento.

Mi sono pentita di avergli scritto.
Dopo la sua chiamata stavo un centinaio di volte peggio di prima (e già non ero propriamente un fiore).

Poi Sara è passata col motorino a prendermi e (l’ironia del caso e le diversità di prospettiva…) sono andata a pranzo da sua nonna, che da tempo desiderava avermi a mangiare da lei e con cui abbiamo passato un paio di ore divertenti e piacevoli.
Io ho cercato di ingoiare bene tutto il mio dolore, perchè non volevo mostrare il mio stato d’animo lì, davanti a quella piccola signora così contenta e ai suoi “mangia ancora un po’”, da tipica nonna (siciliana).

Ora sono qui, chiusa in mansarda.
Non so cosa fare.
Non so cosa pensare.
Sono senza fiato.
Talmente esausta che ora come ora non provo neanche più dolore.
Una anestesia generale da cui sono sfuggite solo le dita.

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12 commenti su “1 passo avanti 100.000 indietro.

  • Simpaticissimo tuo fratello! Prossima volta evita proprio di scrivergli, se devi sentire la predica dal “secondo genitore” (=____=). Tu sai come la penso e cosa ti direi di scegliere. Ma ovviamente devi decidere solo con la tua testa. L’unica cosa che posso fare è abbracciarti forte e dirti che mi dispiace 😦 e che se fossi lì avrei già strozzato qualcuno!! :@

    • Nel frattempo ci siamo risentiti. MI sta cercando di aiutare, a modo suo, che forse a volte non è quello che desidererei io, ma se così fosse non sarebbe una persona “altra da me”…
      Sto cercando di accelerare il momento in cui me ne andrò…ma nella pratica non è facile.
      Mi prendo il tuo abbraccio, e te lo restituisco, perchè di abbracci non ce n’è mai, mai abbastanza.

  • Fossi al posto tuo (ovviamente non lo sono per cui dirlo è relativamente semplice) proverei a focalizzare su ciò che voglio io e che renderebbe felice me.
    In quello che scrivi si sente una certa ansia di far contenti tutti e di trovare l’approvazione altrui. Il che è piuttosto logico quando si tratta della famiglia. Ma il fatto che sia logico non significa che sia necessariamente la strada migliore per te.
    Cmq in bocca al lupo

  • Non conosco i dettagli della situazione, ma perchè degli amici (siano,pur, di famiglia) dovrebbero essere più importanti della propria figlia,della propria famiglia? Della serenità di un figlio che, dati i tempi, è data dall’avere un lavoro? Credo di aver capito che l’intento della richiesta di tua madre sia evitare ogni ipotetico conflitto, ma quanta importanza data a chi non si merita. Spero che la decisione che prenderai sia la più saggia,ma soprattutto che sia tua. un abbraccio

    • Hai colto in pieno la situazione, come dici tu pur non conoscendone i dettagli…

      La mia decisione non so se sarà saggia, ma spero sia almeno lungimirante.
      E’ una delle accuse che costantemente mi vengono fatte dalla mia famiglia (la mancanza di lungimiranza), quindi non so se effettivamente lo sarà o meno…
      O se magari per me lo sarà ma “non guardi mai cosa causi a chi ti sta intorno”…(già…)

      Bah.
      Ora come ora mi sembra già incredibile non essere nuovamente preda della mia amica/nemica depressione.
      Un successo alla volta…

      Grazie per il tuo saggio commento, e grazie per essere pasata di qui, un abbraccio forte anche a te.

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