Se va avanti così dovrò cambiare il titolo del blog

Pubblicato 16 aprile 2014 da Chiara's way

Mio padre al telefono in un’altra stanza.

Mia madre: “Perchè sei sempre così musona?”
Io: “E’ dura dover costantemente lasciare una parte importante della mia vita fuori dalla porta di casa, dover essere due persone diverse…e poi mi dispiace per voi, perchè confrontarsi solo con persone che la pensano come voi non credo vi aiuti.”
Mia madre, visibilmente irritata: “Tu non sai cosa penso”
Io: “Eh sì infatti, è vero…” (ripensando ai silenzi di cui è fatta la mia quotidianità)

Mio padre rientra nella stanza, tutto torna alla “normalità”, testa sotto la sabbia, qui non è successo nulla.
Dopo breve esce nuovamente.

Io: “Non devi essere arrabbiata con me: mi hai fatto una domanda e io ti ho detto cosa mi succede”
Mia madre: “Non mi è piaciuto quello che hai detto, mi sembra di averti dimostrato molto, sei ingiusta”
Sì, via email, a bassa voce perchè nessuno sentisse, specie mio padre, chiedendomi tempo e immergendomi nei vostri silenzi causati dal “problema” che io rappresento, stando qui, interagendo magari con gente che conoscete. Perchè un figlio, che abita e lavora in un’altra regione, in una relazione omosessuale, in una decina di anni si può pensare di accettarlo, ma io, io sono davvero troppo…
Volevo dire qualcosa…volevo…ma mi è venuto da piangere e sono corsa in camera.

Per poi sentirli discutere.

Mio padre: “Sta cosa non riesco proprio a farmela passare…”

E ora sentire addosso la colpa anche di questo.

E’ un’agonia lenta. E’ uno scavarmi costante nelle viscere.
Sono sfinita.

 

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10 commenti su “Se va avanti così dovrò cambiare il titolo del blog

  • Ho passato via la maggior parte della mia vita, ma ora senza lavoro e quindi senza un soldo e senza un tetto mi è purtroppo impossibile. Tutti qui vorremmo la stessa cosa: il mio corpo altrove…
    Grazie del messaggio in ogni caso

  • E’ da tempo che leggo il tuo blog, in silenzio, senza mai commentare. Ad ogni modo, non ti conosco, ma mi sento incredibilmente vicina a te. L’attraversare fasi di isolamento, sentirsi incompresa dagli altri è una costante della mia vita ormai da molto tempo. Ciò che però mi rincuora ogni giorno, è che grazie al cielo ho una famiglia che ha capito,accettato e sostenuto la mia omosessualità. Mia madre ha avuto bisogno di tempo, ma siamo oramai decisamente sereni e la mia ragazza sta vivendo, temporaneamente, a casa con me e la mia famiglia (purtroppo al momento la crisi non ci permette di fare altrimenti, come ben sai anche tu 😦 ). Per questo posso capire quanto questa incomunicabilità coi tuoi genitori possa renderti infelice. Quando, e soprattutto, la famiglia è la propria quotidianità. Ma non smettere di sperare e di credere che col tempo le cose cambino, perché spesso e volentieri è cosi. Un abbraccio e un augurio virtuale.

    • Cara Francesca, innanzitutto grazie per aver finalmente dato corpo e voce alla tua presenza in questo mio piccolo angolo che tanto mi piacerebbe potesse essere un luogo di confronto, oltre che un “diario”…
      Proprio oggi, simpaticamente, una conoscente mi ha virtualmente tesserato nel club delle “flubby pussy”, ovvero di coloro che si commuovono ad ogni fiore sbocciato o video ben montato e quindi posso molto orgogliosamente ammettere che mi sono commossa nel leggerti…
      Una famiglia che sta al tuo fianco e non che “tollera” oppure che “non condivide la scelta(???), ma…”…che splendida fortuna…
      Per me le parti si sono invertite: la mia famiglia acquisita, quella fuori casa degli amici e conoscenti mi rispetta in ogni mia scelta, ama (e adora mia moglie), quella qui dentro ha deciso di usare l’arma del silenzio. Dopo questo post e alcuni giorni di tensione tutto è tornato alla “normalità”: sorrisi, appoggio (su tutto tranne che…), e rimozione in blocco, al solito, della “questione Sara”.
      A volte penso che dovrei accontentarmi, ringraziare che non mi hanno rifiutato una casa, come ad altri è capitato o altro…ma quando hai una certa considerazione della tua famiglia è difficile arrendersi all’evidenza che non necessariamente arriveranno là dove tu vorresti…
      Ho anche io, per necessità e sopravvivenza, accantonato il problema e ritrovato un minimo di serenità, giusto quella necessaria per affrontare il presente e il domani a testa alta, ma in fondo ancora non mi sono arresa…
      Torna, se vuoi, mi farà piacere 🙂
      E felice giorno della Liberazione!
      Contraccambio il tuo abbraccio, di cuore

  • Non so proprio cosa potrei dire, è una situazione difficile e immagino che la cosa migliore sia andare a vivere altrove. Ma se non lo hai fatto, avrai i tuoi buoni motivi.
    Tornerò a leggerti, sperando di trovarti di buon umore.

    • Caro Topper, già…difficile…
      E metto tutte le mie forze nel tentativo di andare a vivere altrove (come puoi immaginare essere sposata da meno di tre mesi e vivere separata dalla mia consorte non è la mia massima aspirazione), ogni giorno…ma è un gatto che si morde la coda: niente lavoro, niente soldi – niente soldi, niente casa – niente casa, niente serenità.
      Si tiene duro, ma oltre agli alti, qualche basso(a volte parecchi) non riesco ad evitarlo…
      Grazie di essere passato

      • Tieni duro, sai anche tu che ce la farai. Che ce la farete. Insieme poi si possono superare tante difficoltà. Tornerò a leggerti, non fare passare altri mesi prima di scrivere…

  • Non avevo visto il tuo messaggio sul mio blog…. mi dispiace di rispondere così tardi.
    Ho letto questo sfogo e posso capire il tuo dolore dato che conosco un persona con la tu stessa difficoltà. Mi iscrivo al tuo blog per ascoltarti e capire meglio….

  • Rispondi

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