Tunnel. Fine e luce non pervenute.

Pubblicato 12 aprile 2014 da Chiara's way

Settimana difficile.

La ex storica di mia moglie, dopo 8 mesi di graditissimo silenzio stampa in seguito alla feroce discussione con la sottoscritta, si è rifatta sotto chiedendole un incontro.

Sara mi ha chiesto l’assenso. Ovviamente arrivato.

Io desideravo che le urlasse in faccia che mai più le avrebbe permesso di infangarmi senza ragione. Invece non è successo.
Desideravo le dicesse che non voleva mai più avere a che fare con una persona così infida, inaffidabile, scorretta fino al midollo ed egoista. Ma non è andata così.
Hanno passato qualche ora piacevole in compagnia l’una dell’altra mentre io sentivo le budella contorcersi in casa da sola…

Abbiamo litigato per questo, aspramente.
Ho pensato “Non posso mettere la mia vita nelle mani di una persona che non è neanche in grado di difendermi con qualcuno che tante volte ha ferito me oltre che lei -un numero incalcolabile di volte-“, l’ho pensato e ripensato. Poi gliel’ho gridato in faccia. Sono crollata in pezzi, delusa, amareggiata…

Poi mi sono fermata. Ho respirato. Ho deglutito l’orgoglio ferito. Ho parlato per ore dei miei perchè, ho ascoltato per ore i suoi.
Palpebre gonfie, tanto da non vedere quasi più.

Pochi giorni prima avevamo di nuovo litigato per un’altra ragione. Di nuovo avevo masticato amaro e incassato una promessa di cambiare.

Tempeste in paradiso…

Ho voluto che le cose si risolvessero, ho permesso che succedesse, ma nella situazione in cui sono tutto questo mi ha succhiato forze che erano già in esaurimento.

Ora, mentre una delle uniche amiche con cui mi sento regolarmente, la mia attuale migliore amica, è via con il suo ragazzo (è ovvio che da quando è fidanzata ci si veda ancora meno del solito), mentre mio fratello mi chiama da Portofino dove si trova con cane e fidanzato per cercare relax dopo una lunghissima settimana lavorativa e mia moglie passa del tempo con i suoi amici, io sono, come ogni santissimo giorno, seduta qui, da sola, a provare a cercare offerte di lavoro che non ci sono, a cercare di inventarmi cosa fare per poter guadagnare due soldi, ad ascoltare l’eco dei miei pensieri e a sentire le guancia che ogni tanto si inumidisce per una lacrima di passaggio.

Sono esausta.
Sono smarrita.
Mi sento sola.
Mi sono sentita profondamente e più volte ferita in pochi giorni.
E continuo a cercare di innalzare le mie barriere per impedirmi di crollare, di nuovo nel timore, sta volta, di non aver più risorse per rialzarmi.

Fuori la primavera tenta in ogni modo di strapparmi sorrisi. Ti prego, continua a provare…

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6 commenti su “Tunnel. Fine e luce non pervenute.

    • Sì, mi concedo il lusso di abbandonarmi alla debolezza per poco tempo (anche se più per paura di perdere il controllo che per volontà ora come ora).
      Quindi son di nuovo qui, in piedi e sorridente.
      Un abbraccio

  • Scusami Chiara, ma io non avrei dato mai in nesun caso il consenso.. Se è storica un motivo in più, per rimanere storia. Lo so lo hai fatto per amore e rispetto, ma vale la pena rispettare chi ha dimostrato di non aver rispetto nei tuoi confronti?

    • Quella tizia non ha il mio rispetto (potrebbe, forse e dico forse, riguadagnarselo solo parlando con me, spiegandosi e chiedendomi scusa, ma so che non succederà mai) non è quindi parte in causa; mia moglie ha avuto le sue ragioni -complesse e che non mi sento di esporre qui- e come ogni essere umano, me compresa, ha fatto, fa e farà i suoi errori e fa quotidianamente i conti con le conseguenze delle sue azioni, come è successo in questo caso, quel giorno e nei successivi.
      Trovo che stia a ciascuno di noi, davanti ad una ferita decidere se e come curarla.

      E per quanto riguarda il consenso, beh, ho scritto che l’ho dato “ovviamente” perchè trovo che sia più un gesto di gentilezza chiederlo, una formalità piuttosto che un dovere: penso che ognuno abbia la libertà di decidere del proprio quotidiano.
      Due persone adulte anche (o forse soprattutto) se hanno deciso di condividere le proprie esistenze hanno il diritto ma anche il dovere di farsi carico delle proprie azioni: ascoltare il pensiero in merito, confrontarsi, ma decidere per sè e rispondere delle proprie scelte. Ingerire sulle azioni di chi amo in maniera categorica non mi è proprio…quelli che sono i miei desideri in questa faccenda è giusto rimangano miei, condivisi con la persona con cui amo, discussi e mediati, ma non devono diventare i suoi…non credo sia corretto, anche se l’egoismo o la confusione del dolore a volte prevale e me ne fa dimenticare.
      Come al contrario mi aspetto di ricevere da lei pareri e mai veti su ciò che faccio io.
      Vietare…no…preferisco offrire gli strumenti per capire il mio punto di vista e lasciare libertà, sempre, anche quando vuol dire finire per scornarsi (perchè alla fine entrambe ne usciremo cresciute e arricchite, se l’errore non è tale da separarci).

      Grazie per essere passata da queste parti 🙂 -porti il nome di mia madre-

  • Io non dicevo di mettere veti o vietare, intendevo il non farsi coinvolgere in queste storie…e chiedere che siano chiarite il prima possibile.. poi sai io ti parlo e giudico, in base a quello che tu hai scritto, e quello che è lecito che tu possa scrivere.. quindi mi posso anche sbagliare, ma quella che ti deve rispetto è la tua compagna, a mio parere.. Scusami se sono un pò paternalista, ma una storia simile io l’ho già vissuta, e so che dopo ci si ritrova a raccattare i propri cocci… e anche dell’ex storica,non sei obbligata ad essere ne amica ne conoscente.. lo so i consigli si chiedono ma non si danno se non richiesti… quindi ti abbraccio e dacci esiti positivi e felici.. 🙂
    PS: Porto il nome di tua madre? Mi fa piacere, e ti dico che forse tua madre è anche più giovane di me.. io però non sono tradizionalista.. non sono di passaggio, ora ti seguiro per quello che è possibile e non è una minaccia.. 🙂

  • Ti ringrazio per ogni tua parola, ognuna gradita e mai suonata paternalistica 🙂
    Mi deve rispetto, hai perfettamente ragione, ed è quanto le dissi durante quei giorni, me lo doveva e lo ha capito sulla sua pelle. Come ha anche capito che perdono, ma che mi aspetto anche che le lezioni vengano comprese (e proprio oggi ho incassato “un punto” proprio su questa faccenda 😉 ). Ho grande fiducia nella persona a cui ho giurato davanti a testimoni di essere mia “longlife partner” che ha ancora molto da imparare dalla vita e da cui, però, ho infinitamente da imparare io per prima.

    Mi hai regalato un sorriso con il tuo “non sono di passaggio” e te ne sono grata…
    Una buonissima settimana a te :*

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