Cosa fareste voi???

Pubblicato 7 marzo 2014 da Chiara's way

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Pensate di voler finalmente smettere di vagare, di voler trovare il “vostro posto” (nulla è definitivo, ma…avete capito…)

Ecco.

Se doveste scegliere tra il lavoro che avete inseguito e che vi fa sorridere da svolgere però in una località che non vi piace
e
un lavoro che non vi piace, ma in un luogo che vi potrebbe molto più facilmente riempire occhi e cuore (rinunciando ovviamente al lavoro dei vostri sogni)

cosa fareste?

La semplicità non è di questo mondo.
Mi correggo, la semplicità non è del MIO mondo.

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18 commenti su “Cosa fareste voi???

  • Dipende da QUANTO non ti piace quel posto, secondo me.
    Se quel lavoro ti fa davvero sorridere, magari potrebbe insegnarti a sorridere anche di qualche scorcio di quel posto, facendolo diventare, pian piano, TUO.

    • Molto vero.
      Diciamo che sto provando a fare delle considerazioni a priori, tentando di non arrivare totalmente impreparata di fronte a quella possibile scelta, quando, in realtà, può darsi che il nodo si sciolga da solo.
      Quanto non mi piace? Mettiamola così, nella mia situazione attuale misuro la serenità mia e di mia moglie nella quantità di km che riesco a mettere tra me e il mio paese di origine. Quindi mi piace pochiiiiissimo :/
      Grazie per essere passata e per il tuo pensiero :*

      • (d’altra parte avendo già provato la sensazione di tornare a casa in lacrime ogni giorno per anni a causa di un lavoro che mi rendeva infelice, la scelta si complica)

  • L’ambiente che ci circonda è fondamentale. Un luogo ostile e malsano potrebbe influire sul lavoro dei sogni e fatti vedere il peggio. Al contrario, il luogo dove i tuoi occhi sono appagati, i
    La mente si apre e anche il lavoro più brutto può prendere una piega diversa… Secondo me.

    • Da un luogo brutto ci si può spostare nei week end o durante le ferie, ma un lavoro che non ti piace te lo devi sopportare otto ore al giorno per sei giorni ogni settimana. Ti assicuro che passiamo più tempo a lavoro o in casa che in giro, quindi la scelta è logica.

      • Si vero, ma le possibilità non sono mai finite. Hai un lavoro che ti piace ok ma vivi in un posto senza famiglia, senza amici, lavoro e casa sempre. La domanda iniziale lascia aperte mille risposte.. Non è facile..

      • Gli amici li puoi trovare anche in un’altra città, puoi tenerti in contatto con la famiglia con tutti i mezzi che la tecnologia ci offre, se non sei sposata/o puoi farti una famiglia nel luogo dove lavori. Io ho vissuto l’esperienza di fare un lavoro che odiavo nella città che amavo e ti posso assicurare che, dopo una giornata passata a lavoro, sei talmente nervoso e stressato che cominci ad odiare anche la città e la famiglia. Comunque sono scelte soggettive, io ho scritto soltanto la mia opinione e non pretendo che vada bene per tutti. Ciao.

      • Io quando ho commentato il post non avevo letto nessuno dei commenti precedenti quindi non so cosa hai scritto e non voleva essere una polemica nei tuoi confronti, ci mancherebbe. Ci sono punti di vista differenti e forse hai ragione tu. Io la penso così perché non mi è capitato. È solo un pensiero.

      • Ribadisco il mio grazie a tutti voi. Un mio commento successivo chiarisce ulteriormente quale sia più o meno la situazione attuale…
        Nessuna scelta è mai semplice, e nessuna è uguale ad un’altra, anche se potrebbe sembrarlo…
        milioni sono le variabili, tante le personalità e i modi di affrontare il quotidiano e la vita…
        io farò la mia, di scelta, ma sapere come altri hanno affrontato o affronterebbero una vicenda analoga aiuta sempre 🙂

      • (riporto qui i dettagli aggiuntivi 😉 )
        “-se scegliessi il lavoro e non il luogo, mi ritroverei in una mai sentita fino a ieri località di provincia con nient’altro che il mio lavoro-e maggiori difficoltà per la mia metà di trovare qualcosa per sè-, sarei piuttosto vicina al mio paese di origine, dove ho purtroppo ancora svariati problemi legati al mio rapporto con la mia allora compagna, ormai moglie (sarebbe un po’ come non staccarsi mai da quella realtà), mi sentirei oppressa ma svolgerei il mestiere che mi rende felice e che mi sono scelta con tanto sudore e fatica
        -se scegliessi il luogo e non il lavoro, dovrei rinunciare a lavorare nel mio settore, ma potremmo ricostruire un noi sicuramente con più libertà. Come ho ribadito però, la sensazione di sentirsi intrappolata e tornare ogni giorno a casa con il magone perchè non ti interessa quello che stai facendo e senti che stai perdendo vita e tempo l’ho già provata e non è piacevole…”

        un abbraccio a entrambi

  • Rispondi

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