Passi

“Non voglio amore se non sono accettata”
TV accesa, a caso, come rumore di fondo dei miei esercizi sulle “Medical conditions”, un ER d’annata e questa frase. Che ovviamente condivido.

Qui di me non si parla.
Io ricevo proposte di lavoro, programmo un trasferimento lontano da questo Paese, esco, vivo, ma per loro meglio non sapere, meglio chiudere gi occhi che “Magari passa, magari è una fase” (sono certa che più o meno sia questo ciò che passa nella mente dei miei, anche se, d’altra parte, non confrontandosi mai, non ho modo di verificare).

Seguo da qualche tempo “Lei disse sì”, un blog divertente ma anche profondo, la storia di 2 donne innamorate che hanno deciso di sposarsi nella nostra società.

E pochi giorni fa leggo: http://www.leidissesi.net/nel-mio-giardino/
Mi fermo a riflettere. Posso quindi considerarmi “fortunata”?
Nessuno mi ha cacciato di casa, o non ancora.
C’è stato l’iniziale rifiuto verso tutta me, per l’impossibilità di dividere me dal mio cuore, e ora una pseudo normalità per colmare il vuoto delle parole che ancora non si possono dire.
L’amore per mio fratello e anche il suo rapporto omosessuale ormai stabile e ben definito si amplifica ad ogni mia uscita o ritorno a tarda notte.
Nulla di tutto questo mi fa star bene, mi addolora incredibilmente, ma mastico amaro e vado avanti.

Sara non può entrare in questa casa, non può essere nominata, e guai, guai se si sapesse che:
– lei mi seguirà ovunque io andrò per il mio lavoro
– ci siamo fidanzate e scambiate 2 anelli e una promessa
– desideriamo sposarci in futuro, quando le nostre vite avranno trovato una parvenza di stabilità.

Io rimango la loro speranza in una famiglia “normale” e so che forse un giorno mia madre potrà avere un rapporto civile con la persona che amo, ma so anche che mio padre non potrà farlo mai e che in fondo al loro cuore non “perdoneranno” mai questa parte di me.
Certi giorni sento la stanchezza che mi appesantisce testa e corpo.
Potrei di nuovo impormi, di nuovo prendere una posizione netta, quella del “o così o me ne vado”.
Ma già una volta ho dato, e ora ho un’età diversa…voglio provare a mantenere un briciolo di fiducia nel futuro, un briciolo di fiducia in loro…

Ho accanto una persona paziente, che mi ama a prescindere da tutto questo e con cui ho modo di misurarmi, parlare costantemente di ogni cosa.  E ogni mia decisione verrà presa dopo essermi confrontata con lei, l’altra metà della mia anima.
Stiamo per prendere in mano le redini del nostro futuro insieme. Per ora tutto il mio impegno quotidiano lo riverserò in questo progetto…il resto verrà da sè.

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