Settimane movimentate

Pubblicato 7 gennaio 2013 da Chiara's way

Qualche tempo lontana da qui e moltissimi eventi a riempire il periodo appena passato.

Giorni e notti passate insieme alla persona che si è fatta spazio nella mia vita e nel mio cuore, Natale in famiglia, Capodanno a Milano e un primo dell’anno decisamente da dimenticare…
La morte del cane di S., che ha fatto parte della nostra vita per tanti anni, l’incontro con lui e la sua nuova fidanzata e la mia reazione decisamente poco consona davanti a Sara, ma sopra tutto il resto la scoperta dei miei, grazie alle lingue lunghe di un paesino assai poco discreto.

Ritenevo prematuro il mio coming out con loro. Pensavo che dall’inizio della mia storia era passato davvero troppo poco tempo e che neanche se avessi avuto un rapporto etero li avrei resi partecipe ora come ora: è la mia vita privata e “mia” e “privata” non sono termini messi lì a caso…

E se non bastasse, ecco una semplice guida per rendere la mia serenissima bisessualità tabù fra le mura domestiche: un fratello il cui rapporto omosessuale ormai stabile e duraturo viene accettato di mala voglia, io caricata di tutte le aspettative di “famiglia ‘normale’, nipotini, frizzi e lazzi” dal parentado , il tutto in salsa cattolica spinta. Olè.

E perciò, quando mia madre mi ha chiuso in bagno per farmi la domanda fatidica “Hai una storia con Sara”, io, che avevo smesso di piangere 10 minuti prima, dopo ore, per il mio lutto, riparto con la fontana, apparendo ai suoi occhi come una persona che 1. si sente in colpa, 2. non è felice, anche se nessuna delle due cose potrebbe essere più lontana dalla realtà.

Mi ha riempito di parole, dette per la prima volta, questo lo devo riconoscere, con una certa calma, anche se molte di esse erano pronte, lì, a spada tesa per trafiggermi il cuore.
E da lì il delirio: io che in casa divento invisibile, l’aria che si taglia con il coltello, una mia email kilometrica a cercare, per l’ennesima volta, di aprir loro il mio cuore e nel tentativo (la speranza è l’ultima a morire) di dilatare di qualche grado almeno le loro vedute.

Poi i preparativi per la mia partenza e per i miei un’ottima scusa per concentrarsi su altro (la legge del “non se ne parla, quindi non esiste”), il litigio per come arrivare in aeroporto e la loro insistenza per accompagnarmi. Dopo giorni uno sguardo di mio padre e un abbraccio di saluto.

Il tutto inframmezzato dalla mia crescente gelosia/insofferenza per il rapporto morboso fra Sara e la sua ex di cui non ho potuto far altro che parlarle, sperando in un modo o nell’altro di venire a capo di questa faccenda che mi ha causato ben più di un mal di pancia.

E adesso mi trovo qui, appollaiata sul letto di un Bed and Breakfast nell’Inghilterra del nord che mi ospiterà fino al 20, per seguire un corso che spero mi apra qualche porta in più, con un po’ di tempo per pensare a me, al mio futuro, per placare il mio animo, per programmare la mia ormai sempre più necessaria nuova uscita da casa e per godermi un po’ di serena lontananza dalla pesantezza di una situazione che non ho cercato nè voluto.

E’ ora di cena. Sono le 6. Dannazione:a questo non mi sono mai abituata…

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2 commenti su “Settimane movimentate

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