Mina vagante

Pubblicato 22 novembre 2012 da Chiara's way

Sono Tommaso (del film “Mine Vaganti”).
E sono sola.
Neanche chi, proprio per la sua situazione, dovrebbe comprendermi sul serio ha dimostrato di poterlo o volerlo fare (con un “ma non hai finito di sperimentare?” così orrendamente fuori posto su qualunque bocca, ma specialmente proprio sulle sue, di labbra…ritrattato solo tardivamente, solo dopo una mia richiesta di spiegazione, amareggiata). “Pensa a te, pensa alla carriera”, mi dice. Certo. Lo faccio. Ma…Chiudi il tuo cuore Chiara, meglio rimandare i problemi, è come se dicesse…
Oggi, dopo aver conosciuto S. presentata a mia madre come mia amica perchè non POSSO fare altrimenti, terzo grado, su di lei, su di me…e pensavo che non si potesse cadere più in basso e invece, per la prima volta nella mia vita le mie orecchie hanno dovuto ascoltare: “Ma non ti vuoi sistemare? Ma non c’è nessuno che ti piace? Vuoi rimanere zitella?”. Che squallore.
Ho prima mentito e poi disgustata ho smesso di rispondere al reiterarsi di questa esplosione di nonsense (e considerando che tra i miei genitori lei dovrebbe essere quella da cui potermi aspettare maggiore comprensione la dice lunga…).
Dal loro punto di vista è volere il mio bene. Tutto quello che esce dalle bocche di ognuno di loro è “per il mio bene”, “per la mia felicità”.
Io, già concentrata sul mio futuro, già intenzionata a non rinunciare più a nulla per terzi, se non sono davanti a qualcosa che valga davvero la pena (e ce ne vorrà di tempo…), rimango basita, impietrita…

Non farti mai dire dagli altri chi devi amare, e chi devi odiare.
Sbaglia per conto tuo, sempre.

In più.
Mi è stato dato un calcio nel culo dal mio ex (amato allo spasimo), dopo 7 anni, a marzo.
E a causa di questo ho dovuto rinunciare alla mia indipendenza, ai miei spazi, dopo 12 lunghi anni di vita fuori dalla casa della mia famiglia.
Non sono pronta a relazionarmi seriamente ancora con nessuno.
Ma faccio incontri, conosco persone. Frequento persone.
E mi trovo qui, con genitori molto cattolici e sotto alcuni aspetti terribilmente “tradizionalisti” (o mentalmente chiusi?) che per molte cose ancora mi trattano come una adolescente (“Con chi esci? quanti anni ha? cosa fa? quando torni? non tornare troppo tardi”…) a dovermi limitare, a dover rendere conto di ciò che faccio. A 31 anni. E già questo è complicato.
E poi, poi ci sono le mie scelte. Il mio orientamento.
Una situazione familiare già tesa, sotto questo punto di vista.
Sono Tommaso, mio malgrado.
E mi viene da piangere, per questo…

S. ha avuto modo di fornirmi i suoi chiarimenti. Ho capito e so di volerle bene.
Nessuna corsa. Nessuna fretta. Patti chiari. Sincerità.
E’ solo un timido inizio, con l’assenza di pretese e sicurezze che tutti gli inizi portano con sè, ma a cui non voglio rinunciare solo perchè, nella mia vita, è sempre tutto così faticosamente complicato.
Ma.
Perchè devo passare per una codarda, io così orgogliosa di essere sempre limpida su ciò che scelgo e provo?
Perchè mi si obbliga a camuffare un momento della mia vita positivo e così carico di dolcezza? mi si obbliga a tenere qualcun’altro più giovane e assolutamente dichiarato nell’ombra?

Mi sento in trappola.
Senza lavoro.
Senza casa.
Senza libertà di essere me stessa.
Quanto ancora potrò resistere per “rispetto” (…), per non turbare?

Sono Tommaso.
Sono una mina vagante.

(…) le mine vaganti servono a portare il disordine a prendere le cose e a metterle in posti dove nessuno voleva farcele stare, a sgominare tutto, a cambiare i piani.

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13 commenti su “Mina vagante

  • È’ facile dirlo ma l unica cosa da fare un certi casi e’ vivere con leggerezza
    O almeno provarci
    Se vuoi un posto dove scappare vieni da me
    (Tranquilla non ti imbarazzerei, però a volte sapere che c e’ comunque un posto dove si può andare fa star meglio)

    • Non riesco a dire altro che: Grazie.

      Oggi viaggio con mio padre per recuperare la mia bicicletta e altre, ultimissime, piccole amenità, a casa del mio ex, a cui voglio ormai molto, anzi un mondo di bene. E dice di non volerlo incontrare, lui.
      Quando poi qualcuno riuscirà a distinguere le “priorità emozionali” della sottoscritta, e darsene di personali che abbiano un tantino, almeno, di consistenza logica,che mi facessero un fischio.
      Sbocco bile.

      • tuo padre è giusto che si comporti cosi.
        Non deve entrarci. siete grandi e vaccinati. Per te è diverso. Se riesci a dire che gli vuoi bene mi sembra che hai scollinato. Le tue priorità emozionali le conosci meglio di chiunque altro. Posso permettermi di ricordartele io: “Volerti bene”!
        Devi ricordarti di volerti bene. Nessun altro mai lo farà meglio di te stessa. Qualcuno ci proverà, magari ci arriverà vicino ma poi si romperà i coglioni o tu li romperai a lui. E ciao. Invece se impari a volertene tu, il gioco è fatto.
        La mia offerta non ha scadenza.

      • che vuoi…
        sono sempre stato un tamburo maggiore…
        In ogni caso non devi parlare troppo. Non serve. Non sempre almeno. Devi solo ritrovare equilibrio che poi vuol dire armonia. E, non ci crederai, a volte basta anche un buon mill shake alla nutella, seduta sulla spiaggia davanti al mare…in inverno
        Prova..
        e poi mi dici..
        Con me funziona sempre.

  • Il punto è che io sento di essere in equilibrio, un equilibrio tra l’altro raggiunto con enorme fatica.
    Ma ho una stretta cerchia di “fuori asse” che mi sposta continuamente, di sorpresa, il baricentro, tentando di mandarmi a gambe all’aria. Situazione al limite del tollerabile, spesso sconfinante nell’insopportabilità che mi fa gridare, ogni minuto di ogni giorno ormai da mesi: “Rivoglio la MIA vita, rivoglio la MIA indipendenza, rivoglio i MIEI spazi”, perchè senza di quelli so che causerò solo dolori e nuove irrecuperabili rotture con persone a cui, malgrado tutto, voglio ovviamente e biologicamente bene.

    Anche con me guardare il mare ha sempre funzionato (la forte intolleranza al lattosio mi obbliga a rinunciare tristemente al milk shake 🙂 )…appena posso ci riproverò…
    ti abbraccio

  • Mia nipote si chiama Tommaso, ha deciso liberamente di chiamarsi come me ed io ne sono orgoglioso ed anche sua madre ha assecondato ogni sua scelta. Vive a Londra, ha 24 anni, è sicura, soddisfatta, realizzata. Se ha percorso una strada più in discesa della tua, questo non deve affliggerti. La vita da te pretende più sforzo e più pazienza, così è scritto. Resisti, resisti, resisti. La strada è imboccata e indietro non si torna … per nessuna ragione, imposta o non imposta.
    Un abbraccio a voi due.
    Tommaso

    • Ieri mi sentivo solo la terza lettera di una sigla, quella lettera che le altre (e ne ho un esempio in casa), alcune volte, ma fortunatamente non sempre, non fanno altro che etichettare come “indecisi”, assurdità inaudita per qualcuno che come me ha fatto i conti con il suo Io da tanto tempo ormai, realtà aliena per chi (tirando un sospiro di sollievo accompagnato da un tacito “Una su 2 la salviamo”) mi ha visto per anni innamorata di persone dell’altro sesso.
      Ed è da 2 giorni che mi accompagna questo mal di stomaco, costante; stomaco perchè ho voluto anestetizzarlo, almeno un po’, il cuore, o era la fine.

      Resisto, e so fortunatamente di avere, da qualche parte, la forza per affrontare tutto questo.
      (e le notizie di cronaca di questi giorni, fra l’altro, non fanno che provocarmi una nausea e disgusto senza fine verso quella ancor troppo grande porzione della nostra ItaGLia cieca, sorda e inequivocabilmente mentecatta).
      E spero di tornare presto ad avere il vantaggio di una grande città di nuovo a circondarmi (particolare non da poco, come sto avendo modo di sperimentare purtroppo sulla mia pelle).

      Fai bene ad essere orgoglioso, e io non posso far altro che ringraziarti…ringraziarti per aver condiviso questo pezzo della tua vita proprio con me…(mi hai fatto commuovere ‘cidenti a te…)
      L’abbraccio me lo prendo tutto e lo allargherò presto.
      Te ne restituisco un altro accompagnato da un fiume in piena di sorrisi, scatenati dal tuo commento/sassolino lanciato nello specchio d’acqua del mio blog…

      • Mi è arrivata la tua onda: calda, fiera e vigorosa.
        Un bacio e Buona fortuna.
        Non è un addio è solo un augurio. Io resto qui, continuo a seguirti, fino alla conquista ed anche oltre.

  • Rispondi

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