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Tutti gli articoli per il mese di ottobre 2012

Random thoughts

Pubblicato 19 ottobre 2012 da Chiara's way

Ieri parlavo della codardia degli uomini con un amico.Del loro scappare a gambe levate non appena qualcuno fa l’errore di esporsi, di aprire il proprio cuore.
E di come le donne, invece, scappino solo quando sentono che non ne vale la pena (non che sia meno sbagliato…ma…)

Di quanto desidererei fosse diverso.

Di quanto mi piacerebbe non dover sempre usare il calibro e la bilancia di precisione nell’espormi: vorrei solo che la libertà continuasse a superare le paure indotte da anni di rifiuti e fughe e che il buonsenso e il dialogo fossero la lima degli eccessi e il collante nelle mancanze.
Di quanto tutti coloro che mi hanno detto addio, rifiutato, abbandonato, mi abbiano in realtà lasciato anche un eccesso di sentimento da donare. E di come sia un gatto che si morde la coda: sentimenti straripanti, urgenza di esprimerli, altro compagno che si spaventa, altra fuga…in un crescendo di amore non voluto e schiene che si allontanano.

Mi è stato detto che sono una donna speciale. Che si percepisce quanto io VOGLIA vivere la Mia vita.
Ed è così. Ho fame di incontri, di avventure, di quotidianità costruite giorno per giorno, di novità, di abitudini, di affetto, di Amore sincero.
Una fame atavica.
Ed è una droga, la vita: più ci affondi le membra, ti ci rotoli, più ti avvolge, ne senti il tepore, ne vuoi ancora…

Sete di vita.
Fame di vita.

Il solo pensiero di aver voluto buttarla nel cesso…inorridisco e provo un grande senso di sollievo, allo stesso tempo.

Mi rendo improvvisamente conto di essere in cerca di quella gioia che il rapporto di coppia può dare, dannazione.
Errore madornale.
Il solo cercare riporta tutto ai blocchi di partenza, in loop.

E allora…uno sforzo perchè i pensieri corrano lungo il binario dei doveri che ho nell’immediato e del tanto, tantissimo che il resto dell’esistenza mi sta offrendo. Finchè smetterà di essere uno sforzo di distrazione.
E solo allora, forse, qualcosa cambierà.

La più classica delle domeniche

Pubblicato 14 ottobre 2012 da Chiara's way

Tu sei là. Lontano lontano, coi tuoi occhi neri a mandorla. E con il tuo “Sono così, non può essere diverso”.

Io qui ad ascoltare i tuoni di un temporale che si avvicina e con quella devastante malinconia premestruale di cui farei volentierissimo a meno.

 

Perchè è così difficile trovare qualcuno che mi ami davvero?
E perchè non puoi essere tu?

 

Saturno contro.

Pubblicato 4 ottobre 2012 da Chiara's way

Ho tagliato i ponti con lei. Non tolleravo di ascoltare i racconti della loro felicità. Non tolleravo di omettere i racconti della loro felicità.
Troppa rabbia e dolore e tristezza, troppa per poter essere certa che mi avesse davvero detto tutta la verità. Troppa per non avere più di un sospetto che mi stesse spudoratamente mentendo.

Ormai era andata così e io dovevo trovare il modo di tutelarmi. E l’ho fatto.
Ci sarà tempo, forse, per rimettere assieme i cocci. Ma non ora e non per un bel po’, ancora.

Gli ho scritto.
Ho riletto quelle righe tanto da saperle quasi a memoria.
E’ lì, la lettera, pronta ad essere inviata.
Sto aspettando. Aspettando che sia lontano, che non sia più fra le sue braccia, che siano finalmente divisi.

Io non gioco mai sporco.
E avrei potuto farlo in mille modi.
E invece ho masticato a lungo, ingoiato il mio dolore e abbandonato il campo senza colpo ferire (quella ragazzina neanche si immagina la fortuna che ha avuto. Mi dovrebbe dire solo grazie).

Altre cattive notizie random.
Erano proprio giorni di pianeti minacciosi in opposizione.

E. sta già tornando: il suo corpo, minato dalla malattia, non riuscirebbe a reggere i ritmi che sarebbe tenuta a sostenere là.
E allora io qui, a ripensare a tutti i miei progetti: è ancora quella la mia meta? voglio affrontare tutto, di nuovo, da sola?
Poi ho aperto il sito dell’Università, ho visto le foto di quello che desidero diventare e mi son detta sì.
Sarà solo tutto molto più duro, ma per me le cose non sono mai andate lisce, ho sempre dovuto lottare con le unghie e con i denti per ottenere quel che volevo, quindi, tutto sommato, ci sono abituata.

In casa l’aria è diventata via via più irrespirabile.
Anche dopo le mie spiegazioni, troppo difficili, troppo “diverse” dal loro piccolo mondo, evidentemente, da poter digerire.
E io mi sento sempre più in una trappola di cristallo, guardata attraverso il vetro come un animaletto strano e incomprensibile, con dita curiose che picchiettano per capire se ancora posso respirare e muovermi.

In più 3 persone da metter d’accordo, in meno di una settimana, per poter mettere la parola fine al mio ultimo progetto.
Ieri stavo per vomitare la mia tensione e il mio disappunto…e invece testa bassa, poche ore di sonno e di nuovo giù, immersa, fino a che i “forse” non verranno sotituiti da assensi.

La mia cara amica L., che da troppo non vedo, mi informa che da oggi non abbiamo più saturno contro.
Un raggio di sole mi sta colpendo il viso.
Sorrido.
Mi sento già più leggera.