Ti penso. Sapore amaro.

Vedo una foto.
Lei, la loro splendida bimba.

Improvvisamente immagino dove avremmo potuto essere io e te, se solo tu avessi avuto le palle.

Poi…FERMI TUTTI! Di “se” non si vive!
Inutile volare oltre con la fantasia.

Tu eri immaturo. E molto evidentemente, come mi hai poi dimostrato, il tuo, nei miei confronti, non era un sentimento solido.

Ed eccomi qua. Sola. Di nuovo. E senza nessuna voglia di rimettermi in gioco con nessuno.

Mi hai incontrata con il cuore malandato, solo tu sai quanto profondamente ferito.
Me l’hai definitivamente distrutto, stracciato e calpestato.

Ora l’ho rimesso insieme, con enorme fatica e con minuzia certosina, ma è duro, stanco e completamente disilluso.

Ti avevo detto che eri il mio ultimo tentativo.
Non so se effettivamente sarà così.
Ma so che non potrò più fidarmi di nessuno.
Troppe persone mi hanno ferito. Troppe.
E tu sei stato l’ultimo a cui l’ho permesso.
Bravo, hai ottenuto il tuo piccolo, inutile primato.

Ora vado a dormire.
Perchè voglio che questa giornata finisca, voglio tornare a sorridere, domani.

 

Più forte, sì. Ma anche più cinica.

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