Un bello spavento

La gravidanza continua…

In quest’estate dalle temperature fino a ieri africane ho continuato ad andare al lavoro, patire il caldo e cercare un appartamento con Sara che si occupava delle visite, di me e delle faccende domestiche.

Poi, giusto prima della fine di luglio, ecco che finalmente arriva la nostra occasione: un appartamentino con due stanze e appena ristrutturato a Badalona, cittadina al confine nord di Barcellona, sempre sul mare. L’agenzia finalmente non ci chiedeva documenti che non potevamo fornire o ingressi al di sopra delle nostre possibilità e, dopo aver visitato la casa prima Sara e, nello stesso giorno, insieme, abbiamo deciso che lì Noah avrebbe iniziato la sua vita con noi.

E così, firma del contratto, stancante ricerca del mobilio e degli elettrodomestici, e, nel frattempo, cambio di ufficio (che si trova ancora più vicino alla nuova casa), le mansioni della mia nuova posizione e gli straordinari quasi quotidiani cercando di essere all’altezza (ci tengo a far capire quanto sia stata apprezzata questa promozione e dimostrare che la merito) e…proprio la mattina dei primi due giorni di permesso pagato da me richiesti per il trasloco…

Spengo la sveglia puntata alle 7:15 dopo l’ultima notte spesa nella vecchia stanza: la consegna dei mobili ci attendeva nella nuova casa e dovevamo portare la nostra piccola Ebony con noi.

Vado in bagno e inorridisco…l’acqua è diventata rossa…

Cerco di capire se quel sangue venga proprio da me, è tanto, mi si sporcano le mani…cammino in fretta in camera, chiamo Sara, terrorizzata, le dico che sto sanguinano e di chiamare un’ambulanza…

Lei si alza di corsa chiama e aspetta con me, che torno a sdraiarmi dopo aver parlato con il medico dall’altra parte del telefono.

L’ambulanza arriva in un lampo…Mi caricano e portano all’ospedale più vicino. Iniziano i monitoraggi. Il sanguinamento si è fermato ma sono iniziate le contrazioni: Noah vuole precorrere i tempi. Iniziano a bombardamenti di medicinali per bloccarle, prima per bocca, poi per via endovenosa, e per due volte ce la fanno. Rimango con una flebo attaccata al braccio e vengo portata in reparto. Controlli periodici, iniezioni per permettere di accelerare lo sviluppo dei polmoni del piccolo in caso di parto prematuro e lunghe attese.

48 ore tra queste mura e il piano di staccarmi la flebo al loro scadere per vedere le mie reazioni.

Ma niente da fare, nuove piccole perdite e di nuovo contrazioni in mattinata. Così altri monitoraggi e, nonostante si siano nuovamente calmate e l’utero si sia solo di poco modificato, la dottoressa ha optato per mantenermi attaccata alla flebo per il resto del fine settimana.

Intanto il mio povero amore deve star dietro a tutte le consegne che dovevamo ricevere in questi giorni e sta rendendo la casa accogliente per quando starò meglio, mentre la nostra cara amica Adriana mi aiuta nello sbrigare tutta la burocrazia che il trasferimento in un altro Comune comporta.

Gli ultimi avvenimenti mi hanno travolta: un mare in piena, affrontato con una piccola anche se solida zattera.

E più tento di svuotare la mente, più mi sembra impossibile poterlo fare…email, richieste di aggiornamenti, chiamate da fare e ricevere…dovrei solo stare tranquilla, ma è un momento tremendamente complicato…

Ho dormito meno di 12 ore in tre giorni…Sono stanca ma faccio comunque fatica a lasciarmi andare al sonno, un po’ per il disagio di essere qui, un po’ per i tanti controlli e cambi flebo che mi obbligano ad essere vigile ad orari impensabili.

Come sempre, passerà anche questa…

(nella foto parte del caos che Sara sta pian piano gestendo)

Annunci

Ansie e paure

Ferie finite: una settimana non troppo fortunata a Madeira e uno stancante weekend a Madrid per il Pride.

Oggi sono alla 26esima settimana! Arriva sempre prima la pancia di me, inizio a sentirne il peso, la sciatica mi fa zoppicare, Noah si muove sempre come un pesciolino e ieri ho avuto una notizia non positiva: il test che ho fatto qualche giorno fa ha evidenziato che potrei avere il diabete gestazionale.

Così, il 23 di questo mese dovrò fare la curva glicemica per poter capire il da farsi e smentire o confermare la diagnosi.

Siamo ancora in alto mare con troppe cose: innanzitutto ancora non abbiamo una casa e tutto il resto viaggia di conseguenza…

Insomma…un mezzo disastro…

Ma ci siamo io, Sara e il nostro piccolo che cresce…Il resto si aggiusterà, in un modo o nell’altro…

…Habemus pisellinum!

Questo venerdì non mi sono sentita bene mentre ero al lavoro. Sono riuscita a tenere duro fino alla fine del mio turno, ma ho deciso poi di dirigermi direttamente al pronto soccorso per un controllo.

Fortunatamente nulla di troppo preoccupante e me la caverò con degli antibiotici.

Durante il controllo del tutto inatteso, la dottoressa ci ha chiesto se volevamo sapere il sesso o se preferivano aspettare l’ecografia di lunedì…Sono rimasta in dubbio per meno di un istante e poi ho chiesto di dircelo.

Con l’ecografo ci ha quindi mostrato prima una gambina, poi l’altra e infine quello che senz’altro non poteva che essere un piccolo pene!

Io che, molto onestamente, avevo sempre fantasticato su avere una bimba non credo di aver reagito con il giusto entusiasmo, e i sensi di colpa sono partiti immediatamente dopo la rivelazione, mentre Sara era al settimo cielo.

Dopo la notizia ho avuto poi il tempo di riflettere e razionalizzare, di archiviare mentalmente bambole, giochi e dinamiche a me familiari e sono ovviamente felicissima anche io, anche se forse non sono ancora riuscita a superare del tutto le mie paure…per qualche ragione mi sento un po’ meno all’altezza di crescere un bimbo che non una bimba…sarà senz’altro una sfida, ma non vedo l’ora di affrontarla insieme a Sara e insieme al nostro piccolo grande amore che da pochi giorni ha iniziato a farsi sentire mentre fa le sue acrobazie dentro la mia pancia.

Ho superato i 5 mesi, e vorrei già stringerti fra le braccia, Noah.

Metà

Ho da 3 giorni superato la metà del mio percorso…

4 mesi e mezzo.

Dopo l’esplosione iniziale, pancia e seno hanno finalmente rallentato…ormai mi sento abbastanza in forze e ancora non troppo ingombrante da poter impegnare le mie giornate con le attività di sempre e non sentirmi stremata.

Sto facendo il conto alla rovescia per la prossima ecografia: vogliamo sapere il sesso del bambino e ho affermato che se non fosse a favore di ecografo chiederò di poter rimanere lì e fare qualsiasi cosa utile perché si muova, non resisterò un giorno più del necessario all’oscuro…

Ho sentito nuovamente il suo cuoricino battere a ritmo di rumba una settimana fa e mi sono rasserenata…

Desidero sapere se tutto sta crescendo come dovrebbe, se sto facendo bene e iniziare a sentirla/o muovere…

Sara parla con la mia pancia ogni giorno…Siamo felici e nonostante ancora nulla si sia incastrato come vorremmo, siamo serene.

“¿Se quiere sentar?”

Un esemplare di Chiara-balena è spiaggiato e gli astanti devono averlo decisamente notato perché, immancabilmente, trovo qualcuno che mi chiede se voglia sedermi, con mia grande sorpresa, dal momento che ancora non credo di aver pienamente realizzato la questione.

E, tra l’altro, a volte non sono sicura se succeda più per la panza o per la faccia distrutta post-ufficio.

Domani saranno 15 settimane. Finalmente mi sono tornate un po’ di forze, di cui è meglio non approfittare troppo e la nausea mi martella solo quando ho necessità impellente e ancora non soddisfatta di cibo.

Mi sento un’inetta visto che al contrario di tutte le amiche in attesa non ho la minima idea di che sesso possa essere (non ho assolutamente nessuna sensazione speciale che me lo faccia intuire, per mia somma tristezza) e sono curiosa come una scimmia…ma l’attesa si protrarrà fino a giugno, quindi meglio non pensarci troppo.

Sara ha lanciato la bomba sui social e sono immeditamente piovuti graditissimo pensieri e congratulazioni da tante e tante persone.

Speriamo tutto proceda al meglio e che questa favetta (che ormai è più un bel limone) si stia trovando bene là dentro.

In diapositiva: io, Spongebob e la mia pancia di un paio di settimane fa…Ora si è fatta più ingombrante.

Ci siamo quasi!

Sono entrata da due giorni nell’undicesima settimana!

Giovedì prossimo marcherà la fine del primo trimestre e mi concederò un piccolo rasserenante sospiro di sollievo.

L’ultima volta che ho visto fagiolo (che ora dovrebbe essere grande come un fico) era lungo due centimetri e mezzo. Ora attendo che l’ospedale mi dia la data per l’ecografia del primo trimestre, la translucenza nucale e gli esami del sangue (che, non lo nego, mi mettono una certa ansia). E purtroppo, con estrema probabilità, so che Sara sarà in Italia quel giorno…credo che chiederò a chi mi visiterà di potere essere in chiamata su whatsapp per poterla avere con me…

Le nausee sono diminuite, ma quando iniziano mi sconquassano ancora tantissimo (come in questo istante). Ho sempre sonno e mi stanco, meno di prima, ma comunque molto più rapidamente del solito.

Tra doloretti e gonfiori, mi è parso di vedere che si inizia a percepire un piccolo accenno di pancia…ma è anche vero che Sara mi sta viziando con il cibo e, in tutta onestà, non riesco a distinguere se sono solo io ad essere ingrassata o se effettivamente il fagiolo inizia a fare capolino.

Ancora nessuna notizia dal fronte casa, i documenti per la trascrizione del nostro matrimonio sono in alto mare, e l’ospedale sembra aver perso i risultati di un esame genetico sul tumore di mio padre (credo che, fosse davvero così, prenderò seri provvedimenti in merito). Insomma tutto un disastro…ma in fondo non importa! Alla fine, in un modo o nell’altro ce la faremo, ne sono certa.

Buona Pasqua a voi tutti! Per chi è cattolico e per chi coglie solo l’occasione per passare un giorno in più con chi ama.